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Verona, protesta dei giovani medici a Borgo Roma. Sit-in e camici appesi al Policlinico

Dimezzate le borse di studio. La portavoce di Verona, Giulia Marchesini: "Ogni anno ci sono circa 10mila laureati in Medicina che per lavorare devono fare la Scuola di specialità. I contratti erano 5mila all'anno, ora sono 2mila"

Non bastassero le proteste del movimento dei "Forconi" e della Life al casello di Soave, anche i giovani medici e laureandi di Verona si sono  dati appuntamento, a migliaia, per protestare contro la scelta del governo di tagliare, dimezzandole, le borse di studio destinate alla formazione medica. Così, gli studenti in medicina, dopo aver annunciato la protesta e aver allertato la Regione, hanno appeso i camici davanti al Policlinico di Verona, a Borgo Roma.

Centinaia di giovani, arrivati anche dall'università di Padova, hanno manifestato con un sit-in per denunciare la forte preoccupazione non solo per il loro futuro professionale, ma anche per il Sistema sanitario nazionale. "Ogni anno - ha spiegato la portavoce Gessica Marchesini - ci sono circa 10mila laureati in Medicina e chirurgia che per lavorare devono fare la Scuola di specialità e di medici di base. Il Ministero prevede di stanziare solo duemila borse per il prossimo anno, mentre fino ad oggi sono state cinquemila all'anno. Per cui - ha concluso - a fronte dei pensionamenti previsti e della carenza di nuovi medici formati, ci sarà un serio problema per il Sistema Sanitario Nazionale, senza contare i numerosi neolaureati che non potranno applicare quello che hanno studiato duramente per sei anni".

APPOGGIO DI ZAIA - "La cosa più assurda - aveva spiegato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia - è che non abbiamo la certezza che le 100 borse di studio che ogni anno la Regione destina agli specializzandi per fronteggiare la cronica carenza di risorse del Ministero dell'Istruzione e Ricerca, finiscano effettivamente ai giovani medici di Verona e di Padova. Il concorso per l’aggiudicazione ora si svolge infatti su base nazionale. Non vorrei che i soldi risparmiati dai veneti per garantirsi buoni medici per una buona sanità, finissero nelle mani dei soliti spreconi".

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