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La manifestazione dei lavoratori Riva Acciaio (foto web)

La manifestazione dei lavoratori Riva Acciaio (foto web)

Verona, proteste Riva Acciaio in centro. Sfilano 500 lavoratori

Manifestazione per la riapertura degli stabilimenti chiusi in seguito all'inchiesta della Procura di Taranto. Dipendenti del Gruppo in marcia verso il municipio per l'incontro con il sindaco Tosi

Al grido "Commissario, commissario" ha preso il via, lunedì mattina, verso le 10e30 a Verona, un nuovo corteo dei lavoratori della Riva Acciaio, diretti al municipio per incontrare il sindaco Flavio Tosi. Il corteo è nato nell'ambito della protesta dei lavoratori della Riva Acciaio, che occupa 429 persone tra operai e impiegati, che si sono visti chiudere lo stabilimento da giovedì dopo la decisione di bloccare le fabbriche del gruppo siderurgico in risposta al sequestro dei parte dei beni della famiglia Riva disposto dalla Procura di Taranto.

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Alla mobilitazione si sono aggregati anche i lavoratori delle Officine Ferroviarie Veronesi, azienda da tempo al centro di una trattativa di cessione che impedisce di far ripartire l'attività. Oltre 500 persone stanno sfilando per le vie di Verona, scortati da polizia e vigili.

PARADOSSO TERRIBILE - "Porto la solidarietà di tutta la città in questa vicenda paradossale in cui a pagare sono solo i lavoratori" ha detto Tosi, incontrando i rappresentanti delle Rsu e delle organizzazioni sindacali della Riva Acciaio. Il sindaco di Verona si è soffermato sulle scalinate del municipio dove è stato letteralmente acclamato dagli operai, compresi i rappresentanti della Fiom in uno sventolio di bandiere rosse. "Va sottolineata la paradossalità di questa situazione - ha spiegato Tosi - e con un provvedimento di sequestro dei conti da parte della magistratura. In mezzo ci sono i lavoratori, che si sono ritrovati lasciati a casa da un'azienda sana, che però è ferma. Riva Acciaio è un settore fondamentale per l’economia di Verona, un’azienda professionalizzata e con un alto grado di tecnologia, per questo l’interesse primario per tutti oggi deve essere quello di tutelare la produzione, i lavoratori e i posti di lavoro. Fin dal primo momento ci siamo messi in contatto con la proprietà e con il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che sta seguendo con grande attenzione la vicenda e che ringrazio per la tempestività e la concretezza con cui sta affrontando il caso. Se le parti in causa confermeranno l’effettiva volontà a proseguire l’attività produttiva, come hanno espresso in questi giorni, e se da parte della Procura di Taranto prevarrà il buonsenso, sono certo che questa situazione potrà essere sbloccata quanto prima"

"Per fortuna - ha sottolineato Tosi - da una parte c'è il ministero che ha preso in mano la situazione e Zanonato sta seguendo gli sviluppi di questa vicenda. Anche la famiglia Riva mi sembra la sua parte la stia facendo". "Quindi, pur mantenendo la situazione di allerta e con la protesta motivatissima dei lavoratori e pienamente condivisa, se tutti faranno la loro parte si dovrebbe trovare una soluzione al più presto". Tosi si rivolge poi ai lavoratori delle Officine Veronesi: “Si tratta di una vicenda senz’altro più lunga e complessa. Venerdì scorso ho incontrato parte della proprietà, che conferma l’esistenza di una offerta concreta da parte di un soggetto noto e di una trattativa in corso, che ci fa ben sperare in una ripresa delle attività”.  

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