Cronaca Zai / Via dell'Artigianato

Verona, prostitute deportate dall'Albania: loro sulla strada mentre la banda rubava nelle case

L'operazione dei carabinieri in Lombardia porta alla luce un racket messo in piedi da 13 albanesi tra i 22 e i 40 anni. Erano organizzati nell'individuare le ragazze e mantenere il controllo del "territorio" dove passeggiavano

Sfruttavano giovani donne albanesi e romene sulle strade lombarde. Le mandavano a prostituirsi, le portavano sul posto di lavoro e intanto i membri della banda si occupavano di mettere a segno furti nelle case. Sono finite agli arresti tredici persone, tutte di origine albanese di età compresa tra 22 e 40 anni e residenti nelle province di Como, Monza e Milano. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri di Cantù e Turate, coordinati dalle Procure lombarde, gli uomini avrebbero colpito più volte a Verona, Como, Monza, Brescia e Sondrio tra agosto e novembre 2013. Il giro di prostituzione e furti in appartamento è stato sgominato dopo giorni di indagini.

La banda era ben organizzata e ognuno aveva compiti precisi: a vario titolo si occupavano di individuare in Albania o Romania le ragazze da trasferire in Italia e mettere sulla strada. Pensavano poi agli appartamenti dove farle vivere e ad accompagnarle (anche in maniera forzata) sul luogo di lavoro. Un vero e proprio racket scoperto dai carabinieri, dato che alle ragazze era stato dato il compito di controllare il proprio “territorio” e a segnalare la presenza di eventuali altre prostitute o sfruttatori. Per “passeggiare” nella zona controllata dalla banda era altrimenti richiesta una quota. Tutti i membri albanesi della banda avevano già avuto guai con la giustizia per differenti reati.

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