Verona, il progetto del filobus passa al ministero: "Tutto ok". I milioni di costo in più? "Li troveremo"

Documenti in regola, l'opera attende solo il via libera. Nei primi giorni di aprile la commissione sui Trasporti si riunirà per l’approvazione. Vertice in Comune sulla discussione dei nodi da sciogliere

La risposta era attesa nelle scorse ore ed è arrivata: il Ministero dei Trasporti darà l’Ok definitivo al progetto del filobus di Verona e sbloccherà i fondi statali per l’opera, circa 84 milioni di euro. Dopo le polemiche degli scorsi giorni, relativamente ai costi, il Comune appare certo. Spetta all’assessore alla Mobilità, Enrico Corsi, a definire quanto avvenuto nei corridoi del palazzo romano: mercoledì era in trasferta con il presidente dell’Amt, Germano Zanella, azienda comunale incaricata della progettazione e dell’appalto del filobus. E al ministero, come spiega Corsi, tutto sembra a posto. Documenti in regola, progetto che attende solo il via libera. Nei primi giorni del prossimo mese la commissione si riunirà per l’approvazione. La road map prevede dunque il passaggio al ministero e, successivamente, la partenza dei lavori in piazzale XXV Aprile, in stazione Porta Nuova. Un primo stralcio che però dovrà essere coordinato con i cantieri già in opera di Grandi Stazioni.

FILOBUS ALL'ESAME IN COMUNE: COSTERA' 11 MILIONI IN PIU'

COSTI DI GESTIONE LIEVITATI: SCONTRO ATV-COMUNE-PROVINCIA

Sulla questione filobus è stato organizzato dal sindaco Flavio Tosi un vertice in Comune. Oltre a Corsi e all’assessore agli Enti partecipati, Enrico Toffali, hanno partecipato i dirigenti del settore Mobilità e coloro che si erano espressi, più o meno scetticamente, sul progetto: dunque il vicepresidente della Provincia, Fabio Venturi, l’assessore provinciale ai Trasporti, Gualtiero Mazzi e presidenti e direttori generali di Atv (Massimo Bettarello e Stefano Zaninelli) e di Amt (Zanella e Carlo Alberto Voi). Dopo un’ora e mezza di riunione il fronte sembra essere più compatto. Come spiega L’Arena

«Abbiamo fatto un'analisi a partire dalle domande poste dal dg di Atv», fa sapere Corsi al termine dell'incontro, «e abbiamo verificato che la maggior parte di esse trova risposta nel progetto. Restano aspetti tecnici da considerare, in primis bisogna lavorare con la Provincia per realizzare il deposito unico alla Genovesa per tutti i mezzi pubblici». Tale struttura, non contemplata dal piano, comporterà un aumento di costi dai 10 ai 20 milioni di euro. «La dismissione dei vecchi depositi, la razionalizzazione delle linee urbane ed extraurbane alla luce del nuovo sistema di trasporto, inoltre», aggiunge, «comporterà una riduzione dei costi gestionali che si potrà raggiungere anche attraverso la definizione dei parametri per l'assistenza e la manutenzione dei mezzi»

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