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Verona, prima un "tecnico", poi un complice "poliziotto": con la doppia truffa si svuota la cassaforte

In pieno giorno una veronese viene affiancata in condominio da un "esperto di termosifoni" dalla parlantina sciolta. Poi entra un finto agente che con una scusa si fa mostrare chiavi della cassetta e posizionamento

Un fenomeno ben noto in città, quello dei furti in appartamento soprattutto ai danni di persone anziane, si caratterizza per un costante aggiornamento delle tecniche di inganno che i ladri utilizzano per farsi accogliere nella abitazioni sotto mentite spoglie.

L’ultimo episodio è avvenuto martedì mattina quando, intorno alle 11e30, una 76enne veronese residente in zona Borgo Milano si è rivolta, ormai troppo tardi, al 113, essendosi accorta di aver subito un furto. Mezzora prima, rientrando nel suo palazzo, era stata affiancata da un uomo, presentatosi come “tecnico dei termosifoni” che, adducendo la scusa di un controllo urgente agli impianti e grazie alla sua parlantina sciolta, era riuscito a farsi aprire, accomodandosi poi in cucina, avendo però prestato attenzione, come si è scoperto poi, a lasciare aperta la porta di ingresso.

Fin qui niente di nuovo rispetto al classico copione. Ma, dopo pochi minuti, ecco la novità. Esibendo due cornici di proprietà della signora e spiegando di averle recuperate da un ladro arrestato pochi minuti prima, si è presentato un secondo uomo, qualificatosi come agente della polizia municipale. Accompagnata dal falso vigile e su suo consiglio, l’anziana donna è allora andata a controllare se nella cassaforte fossero ancora presenti tutti i suoi preziosi, aprendola, chiudendola e riponendo le chiavi sempre in presenza dell’uomo il quale, poco dopo ed insieme al complice “tecnico”, se ne è andato, o almeno così ha fatto credere. Poco più tardi infatti, quando le sono sorti i primi dubbi, la signora ha aperto nuovamente la cassaforte scoprendo, purtroppo, di essere stata ingannata e derubata.

I CONSIGLI DELLA POLIZIA - Questo episodio da' modo alla Questura di Verona di ricordare alla cittadinanza e soprattutto alle persone anziane, purtroppo più le colpite da tale insidia, di mantenere sempre alto il livello di attenzione nei confronti di chi si presenta alla nostra porta. Come già detto altre volte, i tecnici delle varie aziende non vengono mai inviati nelle case senza preavviso ed, in ogni caso, è buona norma chiedere sempre un tesserino di riconoscimento.

Lo stesso vale anche nel caso della polizia locale o delle altre Forze dell’ordine. Gli agenti, quando procedono ad un intervento, sono tenuti sempre ad identificarsi. Inoltre, nel caso siano in borghese, è possibile richiedergli di mostrare il tesserino di riconoscimento. Se poi permanessero degli ulteriori dubbi, chiamando il 113, o il relativo Comando competente, si potrà avere certa conferma di chi abbiamo davanti.

Infine si ricorda che proprio chiamare subito il 113 è la prima cosa da fare nel caso che persone che non conosciamo si presentino alla nostra porta, accampando per altro strane richieste legate, come nel caso di ieri, alle casseforti ed al loro contenuto. Solo in questo modo sarà possibile per i poliziotti delle Volanti intervenire tempestivamente e fermare i malfattori.

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