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Verona, Forza Nuova al campo nomadi: momenti di tensione

I militanti veronesi di estrema destra si sono dati appuntamento per un corteo davanti all'area di Forte Azzano: sindaco Tosi tra i bersagli favoriti. Intanto scoppia la rabbia su Facebook

Erano una trentina ma c'è da immaginare che i supporter al presidio fossero centinaia. Almeno a giudicare dalla "solidarietà" espressa sul web. I militanti di Forza Nuova l'avevano annunciato per martedì 23 luglio: "Ci troveremo davanti al campo nomadi di Forte Azzano per dire basta alla criminalità diffusa e incontrollata di queste comunità". Aria pesante, quella che si respirava su strada La Rizza, visti i momenti di tensione. La "denuncia sociale" si è trasformata in politica quando sono comparsi gli striscioni, che incolpavano l'amministrazione comunale di non aver fatto nulla per combattere il "degrado" cittadino. "Tosi, degrado e sicurezza: solo chiacchiere e distintivo" è stato mostrato durante il mini corteo, verso le 20. Ad assistere i Sinti residenti del campo nomadi, alcuni rappresentanti della cittadinanza "antirazzista" e almeno cento agenti tra polizia e carabinieri per garantire ordine pubblico. "Non si possono aspettare le aggressioni per espellere" è stato il commento del coordinatore veronese di Forza Nuova, Francesco Alverà. Come riporta l'Arena, secondo il gruppo di militanti di estrema destra, "Tosi non ha mantenuto le promesse, aveva detto che chiudeva i campi nomadi e così non è stato". Il corteo si è svolto ad un centinaio di metri dall'ingresso del campo e le prescrizioni della Questura sono state ferree: ninete slogan o cori contro cultura Rom o appartenenti alla comunità. Altrimenti volano denuncie per istigazione all'odio razziale. Ore di tensione ci sono state comunque, ma la manifestazione si è conclusa senza problemi.

AGGRESSIONI BRUTALI IN CITTA', SEI IN MANETTE

TOSI: "SARANNO ESPULSI DA VERONA"

SU FACEBOOK - I militanti di Forza Nuova avevano organizzato la manifestazione dopo gli arresti della polizia. Sei ragazzi Sinti (di cui uno, l'unico minore, ancora latitante) sono finiti in carcere, accusati a vario titolo di lesioni aggravate e tentato omicidio. Per mesi avrebbero terrorizzato e picchiato brutalmente cittadini veronesi, senza motivo. Aggressioni feroci, come ha ricostruito la polizia, usando anche armi non convenzionali come una mazza da golf e chiavi inglesi. Calci e pugni sferrati dal presunto branco, in grado di annichilire le vittime e farle finire in ospedale con gravi ferite. Le indagini sono ancora in corso. Si sono già svolti gli interrogatori di garanzia e ora i cinque attendono il processo dietro le sbarre. Forza Nuova si era mobilitata quasi subito, anche a mezzo Facebook e newsletter. La rabbia era montata sulla bacheca del popolare social network. Utenti inferociti, esponendo il proprio consenso all'iniziativa del gruppo scaligero, avevano espresso commenti a dir poco sconcertanti: "Dategli fuoco! A quei schifosi parassiti. Sono la feccia della società! In branco sono tutti grandi, ma se li prendi soli si c... in braghe quelle m….!", "Presidio con mazze e picconi!!!", "Forza Nuova ultima speranza", fino al preoccupante "Uccidiamoli", o anche "Scommetto che a difesa dei Rom ci sono lo stesso tipo di sbirri che ammazzano i bianchi come Cucchi o Aldrovandi… che schifo di feccia".

INIZIATIVA POLITICA - Ma la protesta è stata soprattutto politica. Gli organizzatori del presidio l'avevano già detto e l'hanno ribadito anche martedì sera, davanti ai Sinti che li guardavano sfilare con bandiere e striscioni: "Siamo stufi di vedere l'inerzia e l'incapacità dell'amministrazione comunale e delle forze dell'ordine che nulla stanno facendo per arginare questo problema. Da parte di questa amministrazione tante sono state le promesse in materia di sicurezza e rispetto della legalità, ma ai fiumi di parole non sono corrisposti i fatti. La grande menzogna leghista viene smascherata ogni giorno da dati e fatti: 35mila nuovi immigrati da quando la Lega Nord amministra Verona". Non tutti sono rimasti a guardare, dall'altra parte. Alcuni Sinti hanno voluto parlare, far sapere come la pensano. Si chiedono perché la Questura abbia autorizzato la manifestazione di Forza Nuova. Soprattutto perché "davanti a casa nostra. Non potevano farla in piazza Bra?". A parlare ai giornalisti locali è anche il padre di uno dei ragazzi in carcere: "Mio figlio ha raccontato che quel giorno al bar sono stati provocati e aggrediti da un gruppo di ragazzi, non il contrario".

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