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La sede di Agsm a Verona, in lungadige Galtarossa

La sede di Agsm a Verona, in lungadige Galtarossa

Verona, si presenta allo sportello di Agsm per le fatture insolute: "Sono armato di pistola e coltello"

L’uomo, gestore di un locale, era in debito per diverse migliaia di euro con Agsm. Come succede in questi casi, l’azienda veronese aveva concesso il pagamento a rate. Ma non ne aveva saldata una ed era scattato il blocco della fornitura

È entrato negli uffici dell’Agsm minacciando di sparare a qualcuno. Attimi di terrore, giovedì mattina, in lungadige Galtarossa, agli sportelli pubblici. Verso le 11e30 un uomo ha fatto la sua comparsa davanti agli impiegati per una bolletta non pagata. Ha quindi ritirato il numero e si è messo in fila, in sala d’aspetto. Quando è stato chiamato dall’operatore è andato a sedersi davanti al dipendente di Agsm, Andrea Bevilacqua. È stato a quel punto che ha annunciato di essere armato di coltello e pistola e di esser pronto a fare del male a qualcuno. Motivo del “colpo di matto” sono i pagamenti delle forniture di energia e corrente.

Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, l’uomo, gestore di un locale, era in debito per diverse migliaia di euro con Agsm. Come succede in questi casi, l’azienda veronese aveva avviato le procedure per la rateizzazione. All’appello mancava una fattura da 150 euro ed era quella che doveva saldare quel giorno. Intanto, però, era stata staccata la corrente al suo locale. Un gesto che non ha fatto di certo piacere al titolare che è andato su tutte le furie e ha pensato bene di minacciare una sparatoria dentro Agsm. Come spiega L’Arena, in pochi minuti la polizia ha fatto il suo ingresso negli uffici. Sei agenti, indossati i giubbetti antiproiettile, lo hanno bloccato e calmato. Non aveva nessuna arma. Poi l’hanno portato in un ufficio a parte dove ha pagato la fattura che doveva. Denunciato per procurato allarme, è stato liberato per fare ritorno a casa. Al pagamento di 150 euro è immediatamente scattato lo sblocco della fornitura nel locale. Tutto si è dunque risolto per il meglio. Nonostante quei pochi minuti di angoscia, data la presenza di molte persone in fila per affidarsi ai servizi degli sportelli. Agsm ritiene “chiuso il caso”.

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