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Federica Gaicomini, in arte "Ginvera Hollander"

Federica Gaicomini, in arte "Ginvera Hollander"

Verona, pornostar scomparsa da tre mesi: è giallo. La sua auto ritrovata in una stradina a Pescantina

Da gennaio della 43enne Federica Giacomini, in arte Ginevra Hollander, non si hanno più notizie. Indagini della polizia di Vicenza, città dove la donna viveva con un 55enne ora rinchiuso in un ospedale psichiatrico

Una pornodiva sparita nel nulla e cercata da tra mesi, le confessioni “spaventate” all’amica, un ex compagno condannato per omicidio e ora rinchiuso in un ospedale psichiatrico e l’auto di lei ritrovata a Pescantina. Potrebbero sembrare tutti gli ingredienti per un romanzo giallo ma invece è realtà. Tocca anche Verona il mistero che aleggia sul caso di Federica Giacomini, pornostar di origine bresciana in arte conosciuta come Ginevra Hollander. Le ricerche per la sua scomparsa, avvenuta a gennaio di quest’anno, sono in mano ai poliziotti della Squadra Mobile di Vicenza. Nel capoluogo berico la star 43enne dei film a luci rosse aveva preso in affitto un appartamento che condivideva con il suo compagno, Franco Mossoni, bresciano di 55 anni condannato nel 1978 per l’omicidio di un idraulico.

Mossoni è rinchiuso da febbraio in una casa di cura psichiatrica dopo che aveva “assaltato” l’ospedale vicentino travestito da Rambo e con una pistola giocattolo in mano. La polizia ha fatto partire le indagini da qualche giorno e dopo aver sequestrato l’appartamento della coppia, è riuscita a rintracciare l’auto della pornodiva. La sua Opel Tigra è stata infatti rinvenuta in una stradina isolata di Pescantina. Toccherà agli uomini della Scientifica setacciare l’abitacolo alla ricerca di indizi utili. Federica Giacomini aveva condiviso un appartamento anche con una collega di un locale di lap dance. Lavoravano assieme a Ginosa Marina e avevano co-abitato. E’ lei che racconta indiscrezioni sul rapporto che la donna scomparsa aveva con il suo ex compagno. Come spiega il Corriere Veneto,

 «Ginevra voleva lasciare quell'uomo, perché lui era un violento, un pazzo, perché l'aveva minacciata che le avrebbe fatto del male. Era una donna molto spaventata. E sapere che è scomparsa da mesi mi mette i brividi: ho un brutto presentimento, e lui, secondo me, c'entra qualcosa nella sparizione di Ginevra»

«Ogni volta che chiudeva una telefonata lei era scocciata, turbata, e scoppiava in lacrime», racconta Giulia Carrapetta. «Mi ripeteva: "Non ce la faccio più". Lei voleva lasciarlo, e abbandonare la casa che condividevano. Ma poi diceva: "Non posso lasciarlo, se me ne vado lui sa dove trovarmi". Quando parlavano al telefono, lei cercava di essere sempre pacata perché, diceva, "altrimenti dà di matto"».
 
Mossoni viene descritto come una persona instabile. «Era spesso nervoso e agitato, ma delle volte scoppiava a piangere e chiedeva scusa. Una volta lei gli disse che la loro relazione era finita, ma lui cominciò ad urlare "O con me o con nessuno altro". Questa cosa l'aveva terrorizzata».

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