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Il rendering del Motorcity di Vigasio

Il rendering del Motorcity di Vigasio

Verona, polo logistico di Vigasio slegato da Motorcity e Centro agroalimentare: si va avanti così

Vengono divisi in Provincia i progetti che godranno delle stesse opere viabilistiche di collegamento. Prossimo passo è l'approdo in Consiglio comunale dell'accordo sul tratto di strada

Se ne parla da anni e si procede a piccoli passi. Uno di questi è quello che vedrà approdare in Consiglio comunale a Vigasio l’accordo tra amministrazione, Provincia e società Serenissima Sgr (controllata dalla A4 Holding) sull’ormai famigerato “District park”, la mega area per la logistica che sarà affiancata dal Centro agroalimentare di Trevenzuolo e dalle piste del Motorcity. Una serie di grandi opere a cui servono, a conti fatti, i lavori per la modifica della viabilità. A sentire il capogruppo della maggioranza in Consiglio, Giovanni Mantovani, anche rappresentante del Comune nella società che realizzerà l’autodromo in Provincia uno di quei “passi avanti” è stato fatto: via alla divisione in comparti del progetto. Come spiega Mantovani su L’Arena, il progetto

metteva assieme le società che intendono realizzare il parco della logistica avanzata, il Motorcity ed il centroagroalimentare che pure portano avanti progetti di natura diversa e presentati in tempi diversi e il District Park (pensato cinque anni dopo l'autodromo), nella realizzazione della strada che dovrebbe collegare queste tre opere, oltre che la nuova Mediana, ad un casello dell'autostrada Brennero-Modena che dovrebbe essere realizzato in località Isolalta.

«Adesso», ha sottolineato il sindaco Daniela Contri, «i tre progetti sono stati divisi, per cui dovremo discutere nel prossimo Consiglio l'accordo riguardante il parco logistico e il tratto della strada ad esso connesso in maniera da permettere l'avvio del District park. Un insediamento al quale come amministrazione siamo decisamente favorevoli».

E intanto l’opposizione non smette di tenere alta la guardia, puntando, come fa da anni, ai rischi di cementificazione e all’ipotesi di insostenibilità ambientale dell’intero insediamento. Altri invece, riuniti in comitati, hanno puntato il dito contro l’eventuale aumento del traffico e, quindi, dell’inquinamento.

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