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Polfer: trovato in possesso di documenti falsi e refurtiva dopo un inseguimento

Gli agenti hanno notato un uomo che cercava di eludere un controllo allontanandosi e abbandonando una borsa, ma non è riuscito a sfuggire al lungo braccio della legge

Nel tardo pomeriggio del 5 marzo, alle 18 circa, nel corso di un servizio di vigilanza e controllo nella stazione di Porta Nuova, volto in particolare alla ricerca di persone dedite alla commissione di reati in ambito ferroviario, il personale della Polizia Ferroviaria di Verona ha notato una persona che, alla vista dei poliziotti in divisa, ha cercato di eludere il controllo allontanandosi in fretta, girandosi indietro per accertarsi di non essere seguito.

Resosi però conto che oramai stava per essere bloccato, il soggetto ha lasciato cadere a terra una borsa che aveva con sé ed è scappato attraversando i binari di corsa. Inseguito, dopo aver saltato la recinzione, si è però diretto verso la caserma del Compartimento Polfer, dove è stato bloccato. Alla richiesta di un documento, ha esibito una carta di identità ed una patente di guida, entrambe albanesi che da un primo controllo hanno immediatamente fatto sorgere negli operatori dubbi sulla loro autenticità: infatti, una volta compreso che sarebbero stati analizzati, ha ammesso che erano falsi ma che comunque riportavano i dati veri dal momento che li aveva falsificati perché gli originali gli erano stati sottratti. Facendo poi finta di accusare un malore con fortissimi dolori addominali, ha chiesto di essere accompagnato in bagno, dove ha cercato di disfarsi di alcuni oggetti gettandoli nel water dopo averli estratti con mossa fulminea dagli slip.

Non è però riuscito nel suo intento, dal momento che i poliziotti, insospettiti, lo hanno bloccato recuperando all’interno del servizio igienico alcuni gioielli in oro. Chiesta spiegazione di tale gesto, in modo scontroso e poco collaborativo il cittadino straniero ha affermato che i preziosi non erano suoi, ma non ha fornito altre spiegazioni. La successiva perquisizione ha dato esito positivo in quanto gli sono stati rinvenuti addosso altri monili in oro, di cui non ha saputo giustificare il possesso fornendo più spiegazioni tra loro contraddittorie. Inoltre, all’interno della borsa che aveva gettato durante il tentativo di fuga, immediatamente recuperata, i poliziotti hanno rinvenuto altri gioielli, una macchina fotografica, due navigatori satellitari, un paio di occhiali ed un telefono cellulare.

Appurata poi con certezza, la sua identità, come Perleka Alfons nato il 13.12.1975 in Albania, sono emersi a suo carico numerosissimi precedenti penali tra cui, in particolare, furti in abitazione. Grazie ai primi accertamenti sul materiale sequestrato è stato appurato che il proprietario del telefono era una persona che aveva sporto denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Badia Polesine in quanto vittima del furto il 27 febbraio scorso. Uno dei due satellitari, a seguito di accertamenti, è risultato di proprietà di una signora, che si è successivamente presentata presso gli uffici Polfer munita di denuncia di furto sporta circa due mesi fa presso la Stazione dei carabinieri di Cà di David.

Grazie alla grande collaborazione con i carabinieri, ed in particolare con il Comandante della Stazione di Badia Polesine interpellato in merito al telefono rinvenuto, si è venuti a conoscenza che il 1 marzo un’anziana signora di 80 anni era stata vittima di una rapina nella propria abitazione da parte di tre persone e che le erano stati rubati anche alcuni gioielli in oro. Si è provveduto così a fotografare tutti gli oggetti sequestrati nonchè il soggetto fermato e le immagini sono state inviate al Comandante della Stazione che si è recato presso l’abitazione della malcapitata anziana per mostrargliele. La signora ha riconosciuto, senza esitazione, alcuni oggetti, ma soprattutto ha individuato l'autore della rapina subita, in concorso con altri due ancora ignoti, nel soggetto fermato dalla Polizia Ferroviaria di Verona. Il cittadino albanese è stato quindi posto in stato di fermo di indiziato di delitto per i reati di cui agli art.336 Resistenza a pubblico ufficiale, art. 648 C.P. Ricettazione, art. 497 bis c.p. possesso e fabbricazione di documenti falsi e art 628 C.P. + 110 C.P Rapina in concorso con ignoti, ed il P.M. di turno, Dott. Rombaldoni, che era già stato messo a conoscenza dell’andamento degli accertamenti a carico del soggetto, ne ha disposto l’associazione presso la casa circondariale di Montorio.

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