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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Borgo Trento / Lungadige Attiraglio

Verona, podisti e ciclisti "attentano" alla sicurezza dei pedoni: anziani e bimbi a rischio sul lungadige

Il Comune ha disposto la chiusura, dal 25 dicembre al 15 agosto, al traffico motorizzato sull'Attiraglio. Allarme incidenti, più o meno gravi, a causa di investimenti sportivi e pedoni che si vogliono godere la bella domenica

Centinaia di corridori, amanti dell’aria aperta che “sfrecciano” accanto ad anziani, madri e padri di famiglia che accompagnano i figlioletti. Senza tener conto dei cani a passeggio con il guinzaglio, i pattinatori e i ciclisti. Insomma, i pericoli non arrivano solo dal traffico dei mezzi motorizzati. Soprattutto in lungadige Attiraglio, come segnala L’Arena. Quel lungo tratto che costeggia il fiume, che da ponte Catena porta a Parona, scoppia letteralmente di presenze, soprattutto al divenire della bella stagione.

E nei giorni festivi, comprese le domeniche, il Comune ha quindi disposto la chiusura, dal 25 dicembre al 15 agosto, al traffico motorizzato. Il problema è proprio che si possono verificare incidenti, più o meno gravi, a causa di investimenti tra corridori e ciclisti, o tra i pedoni stessi che si vogliono godere qualche ora all’aria aperta. Cani, anziani e bambini sono quindi “a rischio” delle velocità raggiunte dagli sportivi della domenica. Come spiega il quotidiano locale,

“L’ultimo episodio si è verificato un paio di domeniche fa, per fortuna in questo caso senza che nessuno finisse all'ospedale. Un runner appassionato stava procedendo verso il Chievo, un ciclista arrivava a testa bassa e all'altezza circa del ponte del Chievo stava per centrare l'uomo che all'ultimo è riuscito a scartare, cadendo ma senza farsi troppo male, a parte qualche botta. Il ciclista ha tirato dritto.

«E se fai osservazione, ti lanciano parolacce», aggiunge Daniela Zardini. Il marito in realtà è proprio un ciclista, lei è a passeggio con Davide, 5 anni, e Luca, 2, entrambi sulle loro biciclettine. «Non ce l'ho con i ciclisti, amo anche io la bici, figli permettendo, ma questo non è il luogo per correre, anche perchè poi questi gruppi da qui partono per giri ben più lunghi, non credo che sia necessario lanciarsi a tutta qui. Tra l'altro a me talvolta fanno un po' paura anche i pattinatori. Basterebbe che tutti avessero un po' di attenzione».

Tra i casi di difficile convivenza, ha fatto notizia l'incidente accaduto a un podista di lunga esperienza, Giuseppe Oliosi, che ora sta tornando a correre su questo lungadige su cui circa un anno fa era stato investito da un ragazzo su una bmx, con conseguenze davvero gravi. «Le bmx sono bici pesanti e senza freni sul manubrio, che dovrebbero essere utilizzate solo su pista», spiega Oliosi. «Correvo da Parona verso ponte Catena, il ciclista mi è arrivato alle spalle e mi ha preso in pieno a 30 all'ora. Ho riportato fratture multiple al bacino, alla tibia e alle dita, sono rimasto immobile a letto per tre mesi. Un danno fisico ma anche psicologico».

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