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Verona, piloti d'aereo e furbetti del Fisco: la Finanza ne incastra 15

Avrebbero ricevuto trattamenti previdenziali, tra cassa integrazione guadagni, indennità di mobilità e fondo trasporto aereo, per 850mila euro ma che allo stesso tempo lavoravano "in nero" per vettori aerei mediorientali

Nei primi sette mesi del 2013 la Guardia di finanza impegnata a tutela della spesa pubblica ha scoperto finanziamenti ed aiuti indebitamente richiesti o percepiti per 1 miliardo di euro e denunciato 3.160 tra falsi invalidi e falsi poveri, beneficiari di indebite erogazioni previdenziali ed assistenziali. A Verona sono stati scoperti quindici piloti d'aereo che hanno ricevuto trattamenti previdenziali, tra cassa integrazione guadagni, indennità di mobilità e fondo trasporto aereo, per complessivi 850mila euro ma che allo stesso tempo prestavano "in nero" attivita' lavorativa per vettori aerei mediorientali, con retribuzioni mensili di svariate migliaia di euro.

Erano tutti in cassa integrazione. I competenti Istituti previdenziali corrispondeva loro circa 7mila euro al mese, pari approssimativamente all’80 percento della loro ultima retribuzione: nonostante tutto continuavano a lavorare presso altre compagnie aeree. La guardia di finanza di Verona ha smascherato i piloti aerei che hanno ben pensato di farsi assumere da altre compagnie non italiane, tutte con sede principale presso paesi del Medio e dell’Estremo Oriente, con retribuzioni mensili pari mediamente a circa 8mila euro. Dopo i primi casi accertati nel corso del 2011, le Fiamme Gialle di Verona, in collaborazione con l’Inps hanno riscontrato ulteriori casi di piloti, tutti dipendenti di compagnie aree nazionali, indebiti percettori di trattamenti previdenziali. Tra il 2009 e il 2013 la truffa perpetrata ai danni dell’Inps ha permesso ai quindici soggetti di percepire indebitamente trattamenti previdenziali per circa 850mila euro.

L’indagine ha progressivamente comportato la denuncia dei 15 piloti alla magistratura interessando otto Procure della Repubblica per le ipotesi di reato di indebita percezione di erogazione a danno dello Stato e di truffa ai danni dello Stato. Fra questi il caso più eclatante è stato quello di un pilota che, per circa due anni, ha percepito la Cassa Integrazione da una compagnia aerea italiana per un totale di 175milaeuro e, contemporaneamente, ulteriori 161mila euro da una compagnia aerea del Medio Oriente presso la quale era stato assunto in qualità di comandante.

L’attività info-investigativa sviluppata dai Finanzieri della sezione Tutela spesa pubblica di Verona, si è incentrata principalmente sull’analisi delle informazioni inerenti i piloti di aerei percettori di ammortizzatori sociali, fornite soprattutto dall’Inps. Successivamente questi dati sono stati incrociati con le ulteriori informazioni estrapolate dalle banche dati di rilievo internazionale in uso alla guardia di finanza e con le risultanze di successive indagini volte ad accertare l’impiego presso compagnie aeree estere. Poiché la mancata comunicazione preventiva del reimpiego di chi beneficia della cassa integrazione comporta il recupero dell’intero importo percepito come prestazione assistenziale, l’indebito netto che l’Inps dovrà recuperare ammonta a circa un milione e 825 mila euro.

IN TUTTA ITALIA - Sono 12mila e 500 gli interventi a tutela della spesa pubblica eseguiti dalla Guardia di finanza dall'inizio dell'anno. Oltre 8mila responsabili di truffe ai danni delle casse pubbliche sono stati denunciati all'autorita' giudiziaria, 51 tratti in arresto, mentre altri 3mila e 350 responsabili di sperperi e cattiva gestione di denaro pubblico sono stati segnalati alla Corte dei Conti per danni erariali pari a 1,5 miliardi di euro. Da gennaio sono stati sequestrati ai responsabili delle frodi alle erogazioni pubbliche beni per oltre 200 milioni di euro, oltre il 40% in piu' rispetto all'anno precedente e "bloccati" contributi non ancora erogati per 450 milioni di euro.

OLTRE LA META' - L'azione di contrasto delle Fiamme gialle è continua anche sul fronte dei cosiddetti fenomeni "di massa", tra cui rientrano i controlli sull'esenzione dai ticket sanitari e sulla percezione di prestazioni sociali agevolate (assegni per il nucleo familiare, buoni libri e mense scolastiche, agevolazioni per tasse universitarie): "oltre metà dei casi controllati sono risultati irregolari ed i benefici non dovuti perchè concessi sulla base di false attestazioni reddituali. Si tratta di importi di entità limitata per singolo caso, ma che sottraggono i benefici a soggetti realmente bisognosi". In particolare, il piano di controlli del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie ha permesso di individuare in tutta Italia 5.600 "falsi braccianti agricoli" che hanno ricevuto indennità di disoccupazione, per malattia o maternità non dovute per 20 milioni di euro. Si tratta di personale per lo più inquadrato in aziende agricole "senza terra", che hanno ottenuto i benefici esibendo falsi contratti di affitto dei terreni, all'insaputa dei reali proprietari, come accaduto a Cosenza o nel caso o in provincia di Crotone dove firmatari dei contratti risultavano proprietari terrieri gia' deceduti da anni.

A Ragusa sono stati denunciati 197 responsabili di associazione a delinquere, truffa aggravata e falso ideologico, di cui 114 falsi invalidi, 74 medici e 9 tra politici e collaboratori: "in molti casi - spiegano gli investigatori - le invalidità riconosciute da quattro commissioni mediche sono risultate artificiosamente aggravate a seguito delle 'raccomandazioni' di alcuni politici locali mentre in altri casi era stata attivata una corsia preferenziale per il riconoscimento delle invalidità. Incaricate di raccogliere le segnalazioni erano le segreterie dei politici, che poi attivavano i medici di riferimento, ricompensati con incarichi ben remunerati per se' o per i familiari".

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