Cronaca Porto San Pancrazio / Lungadige Galtarossa

Verona, picchiatori selvaggi ubriachi che massacrano senza motivo: in carcere finiscono i due violenti

Dopo mesi di indagini giugnono le manette per due cittadini dell'est Europa che avrebbero mandato all'ospedale con gravi lesioni almeno 4 persone. Un romeno già in carcere nel suo Paese e un moldavo: per loro anche l'aggravante dell'odio razziale

In gergo, come tra gli appartenenti delle Forze dell’ordine, vengono chiamati “motivi futili”. Possono costituire un’aggravante di sede di processo penale. Così come quella del razzismo. Nessun movente chiaro, picchiavano senza ragione, solo per sfogare i loro istinti più violenti. Volevano essere temuti, in qualche modo, i due cittadini dell’est Europa su cui la Procura di Verona ha emesso un ordine di arresto per il carcere. Si tratta di un romeno e di un moldavo accusati di lesioni gravissime e minacce, con la discriminante dell'odio razziale.

Su di loro hanno messo gli occhi gli investigatori della polizia. Sono vari infatti gli episodi al centro delle indagini della Squadra Mobile scaligera: un lasso di tempo compreso dall'agosto a novembre 2013, quando un romeno era stato aggredito per strada e brutalmente picchiato: era finito all’ospedale e aveva riportato lesioni guaribili in 40 giorni. Ancora peggio era andata ad un connazionale, che ha avuto una prognosi di sei mesi dopo essere stato colpito, all'improvviso, mentre stava ordinando una consumazione assieme a sua moglie in un bar. E ancora la stessa sorte l’avevano subita due tunisini. Insomma, bastava una parola, un nonnulla, per scatenare la terribile furia, montata da una reazione spropositata ed irrefrenabile. Solitamente alle pesanti offese poi seguiva il pestaggio. Secondo la polizia le vittime venivano colpite, oltre che a pugni e calci, anche con spranghe di ferro e cocci di vetro provenienti da bottiglie rotte. Un romeno era stato aggredito ripetutamente con una sedia di ferro.

Non sarebbe stato affatto facile, per la Mobile, rintracciare i due picchiatori. Poche le informazioni rilasciate dalle vittime. Gli episodi si erano verificati ad agosto, ottobre e novembre dello scorso anno. Dalle ricostruzioni è parso chiaro che agivano spesso quand'erano ubriachi. Ma alla fine, però, gli aggressori sono stati individuati: il moldavo è stato arrestato in una casa abbandonata a San Giovanni Lupatoto, mentre il romeno era già in carcere nel suo Paese per altri reati (era stato estradato ad aprile) e ora sarà necessario un mandato di cattura europeo per notificargli il provvedimento restrittivo.

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