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Ha picchiato moglie e figlio per otto anni prima di essere denunciato ai carabinieri

Un uomo di 43 anni è stato tratto in arresto dai carabinieri di Villafranca in seguito alla denuncia della moglie, che ha raccontato come gli episodi di violenza fossero iniziati pochi giorni prima del matrimonio e fossero anche aumentati in seguito al precipitare della situazione economica familiare

Si è decisa a rivolgersi ai carabinieri dopo otto lunghi anni di violenze, sessuali e non, che spesso coinvolgevano anche il figlio della coppia. Terrorizzata dal marito non si recava neanche al pronto soccorso per paura di subire ulteriori ritorsioni da parte del coniuge. 

Questa è la vicenda alla quale si sono trovati davanti i carabinieri della compagnia di Villafranca, quando la trentenne si è rivolta a loro verso la fine di settembre. D. H., 43 anni di origini albanesi, è stato arrestato un paio di giorni fa su disposizione del gip Giuliana Franciosi così come chiesto dal pm Simona Macciò. La storia ha inizio appunto otto anni fa, quando l'uomo ha iniziato ad alzare le mani sulla donna a pochi giorni dalle nozze anche per i motivi più banali. Se poi le sue pretese sessuali non venivano soddisfatte, la situazione precipitava ulteriormente, con il marito che trascinava in camera da letto la coniuge incurante delle urla del pargolo che veniva lasciato fuori dalla stanza chiusa a chiave in preda alla disperazione. 

Il 43enne, che di prefessione faceva il muratore, ha poi incrementato le violenze quando la situazione economica della famiglia è peggiorata. Spesso in preda ai fumi dell'alcol, il carpentiere ha aumentato le aggressioni nei confronti dei suoi familiari, accompagnate spesso anche da insulti e minacce di morte ai genitori della sposa residenti in Albania. D.H. era persino arrivato a picchiare il figlio per la semplice richiesta di acquisto di una matita. Ciò che ha convinto la moglie a denunciare le angherie subite è stato un episodio verificatosi nel mese di settembre, quando il 43enne le ha puntato un coltello alla gola e le ha distrutto il cellulare. 

Tratto in arresto dai militari, il carpentiere ha provato a difendersi affermando che che la donna ha solo trovato un modo per andarsene, negando di aver mai messo le mani addosso a lei e al figlio. Raccolta la deposizione della donna, i carabinieri, coordinati dal capitano Alberto Granà e dal luogotenente Marco Fruncillo, hanno poi inviato il verbale in Questura e dopo qualche giorno hanno accompagnato madre e figlio in una struttura segreta e protetta con l'aiuto dei servizi sociali di Villafranca dove la coppia si era trasferita da un paio d'anni. In questo lasso di tempo è stato sentito anche il piccolo e l'indagine ha poi fatto il suo corso.

Le forze dell'ordine poi hanno avvertito le autorità albanesi della situazione della coppia, per evitare che la famiglia della donna subisse ripicche per la decisione della figlia di denunciare le violenze subite.

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