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Verona, pestato a sangue per rubargli la bici: "È stato terribile, pauroso. Sono salvo per miracolo"

Diversi pugni al viso, strattoni, morsi agli arti per scappare dal 40enne Simone Basso che l’aveva inseguito dopo essersi accorto del furto davanti al bar “Bon bon” di Nogara. Il sindaco convoca una riunione urgente sulla sicurezza

Un piede rotto, corpo pieno di botte, il viso violaceo, la testa avvolta da una fasciatura. Le braccia riportano persino i segni evidenti dei morsi. Si presenta così Simone Basso. A guarire, secondo i medici, ci metterà 30 giorni. Un mese di tempo per sperare di tornare ad una vita “normale” dopo la brutale aggressione subita a Nogara lunedì sera. Un cittadino marocchino di 34 anni lo ha picchiato fino a farlo finire a terra per rubargli la mountain bike. Diversi pugni al viso, strattoni, morsi agli arti per scappare dal 40enne che l’aveva inseguito dopo essersi accorto del furto davanti al bar “Bon bon”. Nella caduta Basso ha colpito con la testa la rastrelliera di metallo davanti alla stazione dei treni di Nogara. È lì che è avvenuto il, pestaggio, lì che passanti, amici e sanitari del 118 lo hanno dovuto salvare dopo averlo trovato disteso in mezzo ad una pozza di sangue. Il 34enne marocchino, residente in paese, intanto è stato scarcerato ma dovrà presentarsi a processo il 2 luglio con l’accusa di furto aggravato, lesioni gravi e resistenza all’arresto. Era stato fermato dopo circa un’ora dalle indagini. Lo hanno visto alcuni testimoni che poi hanno segnalato ai carabinieri.

GLI RUBA LA BICI E LO RINTRACCIA: IL LADRO DIVENTA UNA FURIA E LO PESTA A SANGUE

A incastrarlo ci sono i filmati delle telecamere di videosorveglianza del locale di via Maso, dove si vede chiaramente l’arrivo del 34enne al “Bon bon”. Entra per qualche minuto, poi esce e trancia la catena con la quale era legata la bici e se ne va. Quando Basso se n’era accorto aveva chiesto la collaborazione di alcuni amici per far partire le ricerche. Una “caccia all’uomo” terminata dopo circa un chilometro nella piazzetta di fronte alla stazione ferroviaria e culminata della violenta aggressione. Come spiega lo stesso 40enne veronese a L’Arena  

«È stato terribile, sono salvo per miracolo», si limita a dire, «ma non ricordo nulla di quello che è successo durante e dopo il pestaggio. In questo momento non mi va di evocare quegli istanti di paura»

Verrebbe da dire “meglio per lui se non si ricorda nulla” ma i lividi sul corpo e l’idea di aver rischiato la vita per il furto di una bici sono ancora ben marcati. La notizia del rilascio quasi immediato del marocchino era giunta fino in Regione, da dove il presidente del Veneto, Luca Zaia, aveva commentato che quello “è stato un buon modo per far perdere ai cittadini la fiducia delle istituzioni. Ora che lo Stato si muova perché la gente non ne può più”. Il sindaco di Nogara, Luciano Mirandola, aveva dichiarato che la scarcerazione era qualcosa di “non tollerabile” ed è passato ai fatti: venerdì mattina, alle 9e30, in municipio si terrà una riunione straordinaria sul tema della sicurezza che riunirà al tavolo tutte le forze politiche del paese. Spiega il quotidiano locale che il sindaco vuole lanciare un messaggio forte:

«Vogliamo dare la nostra solidarietà a Basso e alle forze dell'ordine spesso umiliate», annuncia Mirandola. «In casi di palese colpevolezza non è accettabile che un delinquente venga liberato rendendo vani gli sforzi dei carabinieri», conclude. Hanno già garantito la propria presenza i deputati Cinzia Bonfrisco (Forza Italia), Diego Zardini (Pd) e Matteo Bragantini (Lega Nord oltre ai sindaci di Gazzo e Sorgà.

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