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Verona, perde i soldi alle slot, si ubriaca torna a casa e picchia la moglie: era così da anni

Vita d'inferno per una 40enne, completamente soggiogata dal marito geloso, violento e pericoloso. I carabinieri entrano nella loro casa, nel corso della stessa sera, per due chiamate consecutive. Alla seconda scattano le manette

Lo avevano “messo in riga” un’ora prima, i carabinieri. Stop a minacce, botte e insulti alla moglie. Non c’è stato verso. Lo hanno dovuto arrestare al secondo sopralluogo. Una vita condita da umiliazioni, soprusi, botte e lividi quella a cui era costretta la moglie 40enne di quel violento imbianchino di origini siciliane. O meglio, “ex” imbianchino. Lui il lavoro l’aveva perso e da quando era rimasto a casa pretendeva di essere mantenuto dalla moglie. A complicare ulteriormente le cose c’erano i suoi vizi: si ubriacava spesso e volentieri. E scommetteva alle slot machines, perdendo regolarmente. Tanti i soldi mangiati da quelle macchinette infernali, sparpagliate nei locali della Bassa veronese. L’ultima aggressione alla moglie è costato l’arresto al 42enne. Lei è invece finita all’ospedale con lesioni multiple su viso e corpo e una prognosi di guarigione di 10 giorni. I carabinieri di Legnago hanno fatto scattare le manette martedì sera dopo due chiamate al 112. Al primo intervento hanno dovuto riportare i due coniugi, nella loro casa di Porto, alla calma.

Secondo la testimonianza della donna, il marito, gelosissimo, aveva dato in escandescenze quando lei era tornata dal lavoro e le aveva chiesto “chiarimenti” sulle chiamate che comparivano sul cellulare. Futili dunque i motivi che avevano portato il 42enne a prenderla a male parole, ad alzare la voce e a spintonarla. Era così partita la prima segnalazione. I carabinieri, giunti sul posto verso le 22, le avevano consigliato di passare la notte fuori, ospite di un’amica o di un famigliare. Avrebbe dovuto portare con s’ anche le figlie. Ancor più pesante la discussione nata successivamente, non appena i militari avevano richiuso la porta e se n’erano andati. A mezzanotte una seconda chiamata da parte della 40enne, in preda alla disperazione: il marito, a quel punto ubriaco, l’aveva picchiata. Aveva intenzione di farle capire che doveva “ascoltarlo”, a suon di pugni. A quel punto l’ex imbianchino è stato arrestato.

Era dal 2007 che l’uomo si sfogava sulla moglie. Le denunce lo testimoniano. Dal 2011 la situazione si era fatta via-via peggiore. Ogni giorno c’era il pericolo che lei finisse all’ospedale, ferita, perché l’uomo manesco che si era scelta non le dava pace. Il copione era quasi sempre lo stesso: lui faceva il giro dei bar, giocava alle slot machines, perdeva tutti i soldi e si ubriacava. A casa la mogie gli chiedeva di finirla di spendere tutti i risparmi, di darci un taglio con la bottiglia. Lo invitava a cercarsi un lavoro. E allora giù botte. Calci e pugni, senza scrupoli. La notte in cella di sicurezza gli deve aver “rinfrescato” le idee. Davanti al giudice, accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate, ha chiesto scusa per il gesto “schifoso” e avrebbe promesso di farsi curare. Ma i preoccupanti precedenti hanno spinto a disporre per lui le misure cautelari per garantire l’incolumità di moglie e figli. Il 42enne è stato sottoposto così all’allontanamento dall’abitazione, al divieto di dimora nel territorio comunale di Legnago e al divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dai famigliari. Il processo si aprirà per lui il 5 maggio. Nel frattempo ha annunciato di voler tornare dai genitori in Sicilia.

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