Cronaca Caprino Veronese / Via Monte Baldo

Verona, patrimonio inestimabile ma poco conosciuto: l'università valorizza le ville veronesi storiche

Il progetto prevede il completamento e la pubblicazione della ricerca storica e artistica su residenze architettonicamente significative, esistenti nell'area tra Adige e Garda, tra cui quelle di Caprino

Ville venete come patrimonio di inestimabile valore: sono oltre 4mila dislocate in 500 comuni tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, tra cui 24 attribuite ad Andrea Palladio e riconosciute dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Oltre alla loro ampiezza e diffusione sul territorio, sono note in tutto il mondo per la fama degli architetti e dei pittori che le hanno ideate e affrescate.

IL PROGETTO - Proprio con l’obiettivo di valorizzare questo capitale storico e culturale unico e straordinario, è stato siglato l’accordo tra il dipartimento "Tempo, spazio, immagine e società" (Tesis) dell’università di Verona e l’Istituto regionale per le ville venete (Irvv), indirizzato a sviluppare di studi e ricerche sulla "Civiltà della villa veneta". Nello specifico il progetto condiviso prevede, nell’immediato, il completamento e la pubblicazione della ricerca storica e artistica effettuata da studiosi e docenti dell’Ateneo scaligero su ville poco indagate, ma architettonicamente significative, esistenti nell’area tra Adige e Garda, tra cui villa Negrelli Candiani, villa detta la Boldiera, villa Nogarola, villa Bevilacqua Sandri, situate nei pressi di Caprino, anche grazie alla contributo scientifico e documentale fornito dalla Biblioteca Civica di Caprino Veronese.

Nel contempo si prevede un’attività di ricerca, sviluppata da giovani neolaureati con il supporto di docenti dell’università stessa, volta all’aggiornamento bibliografico degli studi relativi alla villa veneta, di cui esiste, ad oggi, un’unica pubblicazione cartacea risalente al 2001.  L’esito del nuovo lavoro è destinato ad essere inserito in un apposito database che sarà opportunamente pubblicato attraverso una piattaforma online nel sito dell'Istituto regionale. Un’operazione che consentirà di agevolare lo studioso nel suo lavoro di ricerca, grazie a un elenco di testi bibliografici continuamente e facilmente implementabile.

Congiuntamente a questa attività, si provvederà a realizzare una prima ricognizione sui criteri utilizzati sino ad oggi dall'Irvv per effettuare la distinzione tra la "villa" e la "corte rurale". L’indagine, che riguarderà un’area campione, - nello specifico quella tra Baldo – Garda e Valpolicella nel Veronese - è finalizzata alla definizione di aggiornati parametri per la stesura di un protocollo applicabile a tutto il Veneto.

La durata prevista per il completamento di questa parte di attività è di circa sei/otto mesi a partire dall’inizio del lavoro di collaborazione che prenderà il via nei primi giorni dell’anno 2015.

Oltre a rendere più proficua e dinamica la ricerca scientifica, l’accordo tra le due istituzioni nasce anche con l’obiettivo di favorire la formazione di nuove figure professionali esperte in valorizzazione dei beni culturali, capaci di coniugare la conoscenza scientifica con abilità di gestione di sistemi informatici e di comunicazione, utili per la diffusione e fruizione del sapere. Sappiamo, infatti, che l’imponente patrimonio artistico italiano, di cui le ville venete sono una straordinaria manifestazione, se ben valorizzato può divenire una fonte primaria di ricchezza, e non solo economica.

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