Patrigno abusa sessualmente della figlia minorenne della compagna per sei anni

La ragazza, ora un'adolescente, avrebbe confidato ad un'amica le "attenzioni particolari" che il 38enne le rivolgeva sin dal 2008, quando lei aveva dieci anni

Le confidenze di una sedicenne ad un'amica ha portato alla luce una storia di abusi sessuali in famiglia, sulla quale sta ora indagando la procura scaligera. 

L'indagato, G. di 38 anni, dovrà ora rispondere dell'accusa di violenza sessuale nei confronti sia di una minore di 14 anni che di 16 anni, oltre al fatto di averla commessa con "l'abuso dei poteri connessi alla propria posizione", come recita il codice penale. La ragazza, ora un'adolescente, avrebbe confidato ad un'amica le "attenzioni particolari" che il patrigno le rivolgeva sin dal 2008, quando lei aveva dieci anni. Spaventata, la coetanea si è subito rivolta alla madre, che ha lanciato l'allarme alle forze dell'ordine, per poi chiedere spiegazioni al compagno, che non è riuscito a fornire una risposta.

Ora le indagini, iniziate ai primi di maggio, faranno il loro corso. Intanto il pm Elisabetta Labate ha chiesto la misura cautelare del carcere per il patrigno, ma il gip Rita Caccamo ha ritenuto sufficiente l'obbligo di allontanamento dalla casa nella Bassa Veronese e il conseguente divieto di avvicinarsi alla vittima. L'indagato è stato ascoltato dal gip nel nell'interrogatorio di garanzia, svoltosi nel suo ufficio con la presenza dell'avvocato difensore. Il 38enne ha ammesso le proprie responsabilità, affermando però che i contatti sessuali con la figlia della compagna sarebbero iniziati due anni fa, quando la giovane aveva 14 anni e non 10. 

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La giovane è stata ascoltata dagli inquirenti, dove ha parlato dei primi approccio sessuali avvenuti all'età di dieci anni, con chi avrebbe dovuto fare le veci di suo padre e proteggerla. Fino ad ora è emerso che le violenze sessuali si sono verificate senza alcun atteggiamento minaccioso da parte dell'aguzzino, ma la giovane si è comunque sentita costretta a cedere alle sue "proposte" per evitare tensioni tra lui e la madre. Ora il 38enne rischia una pena fino a sei anni di carcere. 

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