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Verona, Parentopoli alle partecipate: undici davanti al giudice. "Nessun accordo con la Procura"

Direttori generali ed ex dirigenti di Amia, Agsm, Atv, Amt, Transeco e Serit dovranno rispondere dell'accusa di abuso d'ufficio su assunzioni a tempo indeterminato e presunti favoritismi a parenti e conoscenti di politici e sindacalisti

Resa dei conti in Procura per il caso “Parentopoli” a Verona. La prossima settimana davanti al giudice per le udienze preliminari finiranno undici persone per abuso d’ufficio. L’annuncio era già arrivato del procuratore capo Mario Giulio Schinaia lo scorso ottobre, sulla base degli elementi acquisiti durante l’inchiesta sulle assunzioni, presunte irregolari, di sorelle e moglie di politici veronesi, parenti di consiglieri e sindacalisti. Nel mirino ci sono anche alcuni contratti che da tempo determinato sarebbero passati a “indeterminato” e alcuni trasferimenti da un’azienda all’altra.

VERTICI E CDA - Tirati in ballo sono i vertici di Amt, Carlo Alberto Voi e Germano Zanella, rispettivamente direttore generale e presidente del Consiglio di amministrazione di Amt, Stefano Zaninelli, direttore generale di Atv, Alfonsino Ercole, ex direttore di Amia, Maurizio Alfeo, ex dg di Serit e ora all’Amia, Giampietro Cigolini, direttore generale di Agsm ed ex dirigente di Amia, oltre che ad ex membri del Cda di Amt, Giuseppe Canestrari e Riccardo Delfanti, Carla Sarzi, ex di Amia e Amt, Francesco Barini di Amt, e Ennio Cozzolotto, ad Amia e Transeco. secondo le indiscrezioni riportate sul Corriere Veneto, ogni accordo tra Procura e indagati sarebbe da escludere:

gli avvocati scanseranno la strada di un patteggiamento (anche perché, seppure indirettamente, vorrebbe dire un'ammissione di responsabilità), ma - stando a quanto filtra dalle ultime indiscrezioni - anche quella di optare per la richiesta di un rito abbreviato (che, in caso di condanna, garantisce all'imputato lo sconto di un terzo sulla pena finale). Esclusi riti alternativi, due si profilerebbero a questo punto i possibili esiti dell'udienza calendarizzata per la settimana prossima: sentenza di «non luogo a procedere» oppure, al contrario, rinvio a giudizio degli indagati. Un'opzione, quest'ultima, che spalancherebbe la strada al processo con annesso dibattimento in aula, a porte rigorosamente aperte.

La decisione finale arriverà al termine dell’udienza preliminare che si terrà fra una settimana, nelle aule del tribunale di Verona.

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