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I parenti gli sfondano il cranio a mazzate e sprangate con la scusa di uno "sgarro"

Una volta giunto in ospedale, l'uomo ha dichiarato ai medici di essere caduto dal proprio camion, ma le indagini dei carabinieri hanno portato alla luce la verità

Un presunto sgarro è scaturito in una brutale aggressione fatta di sprangate e colpi di mazza da baseball, per la quale sono stati individuati dai carabinieri cinque autori, che sarebbero anche parenti dell'aggredito. 

La vittima è un uomo di 49 anni, di professione giostraio, che ha subito lo sfondamento della scatola cranica e che ha potuto salvarsi solo grazie ad alcuni interventi neurochirurgici. Trasportato d'urgenza in ospedale, aveva però dichiarato ai medici di essere rimasto vittima di una caduta dal proprio camion. Le indagini degli uomini dell'Arma però hanno però portato ad una diversa conclusione: si tratterebbe infatti delle conseguenze di una spedizione punitiva organizzata dallo zio del 49enne, che accusava il nipote di aver occupato con la propria giostra lo stallo normalmente assegnato a quest’ultimo durante un fiera paesana. 

Ma secondo gli inquirenti questo sgarro non sarebbe stato altro che un pretesto, visto che per quella sagra la polizia municipale del comune veronese aveva concesso lo spazio al nipote solo dopo la rinuncia dello zio. Insieme a lui ha partecipato all'aggressione il genero, finito anch'esso in carcere, la moglie e le due figlie, che dovranno presentarsi tutti i giorni dai carabinieri. Per tutti l'accusa è quella di tentato omicidio. 

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