Verona, ospedali e liste d'attesa: rimane la piaga dei tempi biblici. Per l'endoscopia fino a 583 giorni

Non è andato a buon fine, per ora, il Centro unico delle prenotazioni, il SovraCup, che doveva essere ultimato ad aprile di questo anno. Da quando erano stati annunciati cambiamenti repentini, quasi dieci anni fa, poco o nulla è cambiato

Da quando erano stati annunciati cambiamenti repentini sui tempi delle liste d’attesa, quasi dieci anni fa, poco nulla è cambiato. All’assessore alla Sanità regionale di allora, Flavio Tosi, era stato chiesto un intervento deciso per ridurre i periodi “biblici” entro i quali si potevano prenotare le visite. Era l’estate del 2005 e già qualcuno gioiva per l’occhio di riguardo che un veronese, poi candidatosi a sindaco, potrebbe aver avuto circa la situazione ospedaliera di città e provincia. Non è andato a buon fine, per ora, il Centro unico delle prenotazioni, il SovraCup, che doveva essere ultimato ad aprile di questo anno (l’annuncio era stato dato dal direttore sanitario dell’azienda ospedaliera integrata). Lo strumento doveva servire a facilitare le prenotazioni, per visite ed esami specialistici, attraverso le chiamate telefoniche. Ma la direzione generale dell’Ulss 20 ha fatto ben preso sapere che non si è ancora raggiunta la piena integrazione tra azienda ospedaliera e la stessa Ulss 20 a causa dei diversi sistemi informatici. Il nuovo traguardo è rendere operativo il SovraCup entro la fine di settembre. Ma intanto i pazienti e i veronesi aspettano. E quando perdono la pazienza si rivolgono altrove, come alle cliniche private, arrivando a sborsare anche centinaia di euro per un semplice esame.

Il caso più eclatante, l’ultimo registrato, è quello della signora di Santa Lucia che deve attendere fino al 2016 per un ecodoppler di routine. Prenotazione effettuata pochi giorni fa, dovrà presentarsi fra oltre due anni. Sembra che nonostante gli accorgimenti, le visite continuino ad essere rimandate nel tempo. Spiega L’Arena che anche con i codici di priorità e le visite notturne e di sabato si possono attendere fin a 583 giorni per un esame specialistico come l’endoscopia. 300 sono i giorni di media per una visita di pneumologia e 263 per un ecocolordoppler. Si tratta di visite con codice “D” ovvero “differibile”, il codice intermedio delle classi di priorità.

E così, in base al report mensile delle liste d’attesa dell’azienda ospedaliera, si scopre che l’ecocolordoppler dovrebbe essere effettuato, in base a quanto previsti dalla Regione, in 180 giorni. Una visita cardiologica (30 giorni previsti in Regione) passa dagli 89 giorni di Borgo Trento ai 209 di San Bonifacio, esami cardiovascolari sono fissati mediamente a 120 giorni a San Bonifacio e 209 a Borgo Roma. L’elettromiografia deve attendere 100 giorni se urgente e 235 se non lo è, a San Bonifacio. Per le varie visite ortopediche a Borgo Trento si aspetta da oltre due mesi (68 giorni) ai 110 di Borgo Roma. I ginecologi non sono invece disponibili prima degli 87 giorni al Policlinico “Rossi” e ai 59 del polo Confortini, mentre a San Bonifacio si arriva a 118 giorni. Per accedere all’Urologia invece gli uomini devono attendere rispettivamente 57, 75 e 58 giorni.

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