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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca Malcesine / Via Lungolago

Verona, orrore sul lago: cadavere riemerge da bara nel Garda. Si tratterebbe della pornostar

Per alcuni è la svolta sul mistero della scomparsa di federica Giacomini, in arte Ginevra Hollander, attrice 43enne di film hard. Di lei non si sapeva più nulla da gennaio. Il ritrovamento a Malcesine

L'hanno già battezzata "la svolta" sul caso della pornostar scomparsa e solo gli accertamenti delle prossime ore potranno chiarire se effettivamente il mistero è stato risolto. Purtroppo nel peggiore dei modi: i sommozzatori dei vigili del fuoco e la polizia di Vicenza stanno intervenendo nelle acque della sponda veronese del lago di Garda dopo che una grossa scatola è riaffiorata. Potrebbe trattarsi del corpo di Federica Giacomini, in arte "Ginevra Hollander", 43enne attrice professionista di film hard, scomparsa da gennaio. L'allarme è scattato a Castelletto di Brenzone, al confine con Malcesine. I dettagli, come normalmente dovrebbe avvenire in questi casi, sono da prendere con le proverbiali "pinze". Ne' polizia, ne' carabinieri che solitamente vengono informati quando ci sono indagini in corso nel proprio territorio, forniscono conferme se si possa trattare o meno della 43enne. Per questo il "condizionale" è d'obbligo. All'interno di una bara artigianale, secondo indiscrezioni, ci sarebbe il corpo di una donna e i sospetti dei poliziotti della Squadra Mobile berica si sarebbero indirizzati sulla sparizione della Giacomini.

IL RECUPERO - La cassa si troverebbe a circa 100 metri di profondità e ad altrettanti dal porto di Brenzone e per questo sarebbe stato necessario l'utilizzo di un argano meccanico. Gli investigatori avrebbero mappato il tratto di fondale attraverso strumentazioni specifiche, come telecamere subacquee ed eco scandagli e avrebbero avuto responso positivo in merito alla presenza di un corpo. A dare indicazioni preziose agli investigatori sarebbe stato un testimone che avrebbe dichiarato di aver notato, mesi prima, l'ex compagno della donna, Franco Mossoni, scaricare qualcosa di molto ingombrante nel lago di Garda, non distante dal porticciolo di Castelletto. Le ricerche sarebbero partite diversi giorni fa, prima con un sopralluogo e poi con sommozzatori e apparecchiature tecniche. Sarebbe infatti da giovedì che la polizia scandaglia il fondale, che in certi punti del lago è profondo anche oltre i 300 metri. A causa del maltempo dello scorso weekend le indagini si erano fermate per riprendere a inizio settimana. Nelle scorse ore è stata individuata e ripescata, dunque, la cassa di grosse dimensioni di plastica. Il corpo era avvolto in un sacco e legato con nastro adesivo. Sarebbe stato già trasferito all'istituto di Medicina legale di Padova per gli accertamenti, già disposti.

L'EX COMPAGNO - Le ricerche per la sua scomparsa, avvenuta a gennaio di quest’anno, sono in mano alla questura di Vicenza. Nel capoluogo berico la star 43enne dei film a luci rosse aveva preso in affitto un appartamento che condivideva con il suo compagno, Franco Mossoni, bresciano di 55 anni condannato nel 1978 per l’omicidio di un idraulico.

Mossoni è rinchiuso da febbraio in una casa di cura psichiatrica dopo che aveva “assaltato” l’ospedale vicentino travestito da Rambo e con una pistola giocattolo in mano. La polizia aveva fatto partire le indagini e dopo aver sequestrato l’appartamento della coppia, è riuscita a rintracciare l’auto della pornodiva. La sua Opel Tigra era stata rinvenuta in una stradina isolata di Pescantina. I sedili erano sporchi di sangue.

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