Verona, ordinanza contro i lupi, il Ministero si fa sentire: "Nessun pericolo. E non serve spostarli"

Richieste informazioni da Roma a Regione, Provincia e Comune dopo il caso sollevato da Tosi: "La cattura del branco non appare applicabile: il lupo compie spostamenti di centinaia di chilometri e quindi un trasferimento avrebbe effetti solo temporanei"

Ordinanza per sparare ai lupi, un altro round. Tocca a Roma farsi sentire. Il Ministero dell'Ambiente ha infatti chiesto informazioni alla Regione Veneto, alla provincia di Verona e al Corpo Forestale dello Stato sui provvedimenti adottati dal comune di Verona per la presenza dei lupi nel territorio periferico a ridosso delle zone montuose, in seguito all'allarme scoppiato in Lessinia. Lo rende noto lo stesso Ministero che richiama una lettera dell'Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, in cui si escludono rischi per la sicurezza dell'uomo "considerato che non si è registrato alcun caso di attacco da parte del lupo all'uomo dal dopoguerra nel nostro Paese, ne' esiste alcun dato di attacco successivamente al 1825".

L'Ispra ribadisce che per "mitigare gli impatti causati dal lupo in Lessinia occorre intervenire con misure di prevenzione e compensazione dei danni, dando priorità in particolare alle forme di prevenzione degli impatti, eventualmente condizionando le compensazione all'attivazione di misure di prevenzione, ed impiegando prioritariamente le risorse disponibili nelle aree critiche per la conservazione della specie".

In relazione alla "predazione di bestiame domestico", l'istituto che fa capo al Ministero dell'Ambiente ribadisce che "la cattura e lo spostamento del branco responsabile non appare un'opzione tecnicamente applicabile" sia perchè il lupo compie spostamenti di centinaia di chilometri e quindi un trasferimento avrebbe effetti solo temporanei. Secondo l'Ispra, "le immissioni di lupi in contesti naturali andrebbero sempre evitati" e "pare irrealistico identificare contesti geografici di dimensioni adeguate a sostenere un nucleo di lupi, e che diano disponibilita' all'immissione degli esemplari nei loro ambiti".

INDAGINE - Intanto, dopo le polemiche sorte per l'ordinanza e le due denunce presentate rispettivamente dal Partito animalista europeo e dalla guardia forestale, anche la Procura di Verona si muove. Il procuratore capo, Mario Giulia Schinaia avrebbe già chiesto ai colleghi magistrati di approfondire l'ultimo esposto contro il sindaco di Verona in cui lo si accusa di aver "autorizzato l'abbattimento di specie protetta". L'inchiesta servirà a valutare se sia legittima l'ordinanza del 25 settembre scorso. Insomma per verificare che non ci siano conflitti di legge. Qualora si accertassero responsabilità il sindaco potrebbe anche essere accusato di abuso d'ufficio. Come spiega il Corriere Veneto, il sindaco ribatte punto su punto. E al Ministero come alla Procura. Se i funzionari del primo sono "burocrati e filosofi" che "poi tanto se succede qualcosa mica si prendono la responsabilità", sui magistrati si dice sicuro che emergerà la cosa più giusta e gli daranno ragione.

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A reagire contro l'ordinanza, nelle scorse ore, è stato anche il Wwf Italia che ha annunciato la denuncia per istigazione a delinquere contro il sindaco Tosi e un esposto nel quale si chiede l'immediata revoca dell'ordinanza. "Se così non fosse - ha spiegato Averardo Amadio, storico esponente del Wwf - l'avvocatura dell'associazione si riserva dil diritto di ricorrere al Tar".

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