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Verona, "ora ci dai dei soldi altrimenti partono le botte": minacce e ricatti contro un 16enne

Era tranquillamente seduto assieme a passare il sabato pomeriggio in centro Verona con dei suoi amici quando si erano avvicinati due ragazzi, già conosciuti per i modi "poco ortodossi" tra i gruppi della città

Era tranquillamente seduto assieme a passare il sabato pomeriggio in centro con dei suoi amici quando si sono avvicinati due ragazzi, già conosciuti per i modi "poco ortodossi" tra i gruppi della città, dicendogli che nel rialzarsi da una panchina avrebbe rotto l’orologio di uno dei due. Il ragazzo, italiano di 16 anni e residente nel Veronese, aveva cercato di spiegare ai due, 20enni di origine nordafricana cresciuti in città, che non aveva alcuna responsabilità ma la richiesta era stata categorica: "O ci dai 45euro come risarcimento del danno oppure partono le botte". Il tutto in corso Porta Nuova, davanti al fast food Mc Donald's.

Spaventato dalla situazione ma essendo senza soldi, il 16enne aveva chiesto di poter effettuare il pagamento il giorno successivo. I due avevano accettato ma non prima di aver preso il suo numero di telefono ed averlo minacciato nuovamente: "Sappiamo dove trovarti nel caso non ti faccia sentire". Arrivato a casa, il giovane aveva chiesto il denaro ai genitori che, insospettiti, avevano approfondito la situazione ed erano riusciti a scoprire cosa si celasse dietro la richiesta. Immediatamente avevano portato il ragazzo dai carabinieri di Verona dove era scattata la denuncia.

L’appuntamento, ribadito persino per sms mentre il ragazzo era dai carabinieri, era stato fissato per domenica alle 15e30. Il tutto si era svolto  tranquillamente, con il sedicenne che aveva consegnato il denaro ai due. Se lo erano divisi e si erano allontanati verso il centro città. Poco dopo però è scattata la trappola, venendo fermati dai carabinieri in borghese, appostati poco distante.

Per entrambi è scattato l’arresto immediato e la direttissima di fronte al giudice Cristina Angeletti, che ha convalidato l’arresto e ha concesso il rinvio del processo al 2 luglio 2014. Entrambi, nel frattempo, dovranno presentarsi quotidianamente in caserma per la firma.

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