Cronaca San Bonifacio / Via Villanova

Verona, omicidio stradale nel nuovo Codice: "Una battaglia di giustizia". Proposte in tutti i Comuni

Il sottosegretario D'Angelis incontra parenti e amici delle quattro giovani vittime di Arcole e annuncia il provvedimento. Il Pd prepara le richieste ai sindaci per sostenere le spese di rimozione e trasporto dei mezzi incidentati

"Non si fa mai abbastanza per evitare anche un solo incidente sulle nostre strade, è un dovere morale prima che politico ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza, è l’unico modo, concreto, che abbiamo per rispondere al dolore e alle giuste richieste dei familiari delle vittime della strada, che nonostante la positiva riduzione degli ultimi anni restano sempre troppe e con numeri spaventosi". A dirlo è Erasmo D’Angelis, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, con delega alla riforma del Codice della strada, a margine dell’incontro che si è tenuto giovedì scorso, nella sala civica di Villanova di San Bonifacio, ospite del Circolo PD di San Bonifacio.

"Negli ultimi 12 anni – spiega D’Angelis - per incidenti stradali in Italia sono morte 63mila 941 persone, come se fosse scomparsa una città come Siena, con 3.918.352 feriti e invalidi, quanto una metropoli come Roma. Per questo stiamo correndo, con l’iter che va avanti in Parlamento, perché il 2014 sia l’anno del nuovo Codice della Strada, più chiaro, leggibile, diffuso anche nelle scuole e soprattutto con maggiori tutele anche per gli utenti vulnerabili, diritti e doveri precisi per tutti coloro che vanno in strada, maggiore responsabilizzazione di chi guida e inasprimento delle pene per chi provoca incidenti mortali guidando sotto effetto di alcool o droghe".

"ANCHE PER ARCOLE" - Riguardo all’introduzione di una nuova fattispecie di reato, il sottosegretario ha assicurato che "ci sarà anche l’introduzione della fattispecie di omicidio stradale, una battaglia di giustizia, adeguatezza della pena e come deterrente contro comportamenti pericolosi. La strada è tracciata e abbiamo accolto positivamente anche la recente apertura del Ministero della Giustizia, era l’impegno che mancava. Nel nuovo Codice della Strada porremo fine a quanto accade oggi e cioè che possa essere resa la patente a chi commette il reato prima della sentenza definitiva".

Parole rivolte alle vittime della strada e, in particolare, agli amici e ai parenti di Anna, Michel, Enrico e Nico, i giovani che hanno perso la vita in un incidente stradale ad Arcole, nella notte tra il 9 e il 10 novembre scorso e a Sara, unica sopravvissuta dell’incidente, che lo attendono per un confronto pubblico al Teatro Centrale di San Bonifacio, alle 18.30. "È il volto di una politica in grado di ascoltare e dare risposte in tempi certi. La dimostrazione che petizioni e raccolte firme non sono qualcosa di distinto dalla politica", ha commentato Alessia Rotta, deputata PD, membro della Commissione Trasporti alla Camera e promotrice dell'incontro. "Una risposta, in questo caso, necessaria e giusta, che comprende la certezza della pena e la rapidità del processo".

PROPOSTE NEI COMUNI - Una politica che si muove anche sul piano locale. Il Partito Democratico di Verona ha colto, infatti, l’occasione per annunciare la presentazione di una mozione in tutti i Comuni della provincia di Verona, mutuata da un’iniziativa simile avviata dal Comune di Firenze, per andare incontro alle famiglie delle vittime di incidenti mortali. "Chiederemo che ogni amministrazione comunale – spiega Stefano Ceschi, membro della segreteria nazionale del Pd e consigliere comunale di Bussolengo - si faccia carico delle spese di rimozione, deposito e, eventualmente, trasporto del mezzo, nel tragico caso che si dovessero verificare incidenti stradali mortali. Una beffa per molte famiglie, che oggi si trovano in alcuni casi a dover pagare anche conti di diverse migliaia di euro".

Buone pratiche stimolate dalla società civile, come nel caso del Comune di San Giovanni Lupatoto: "Dopo il tragico episodio di Arcole - ricorda Marco Taietta, assessore alle Politiche giovanili del comune di San Giovanni Lupatoto - abbiamo deciso di mobilitarci con l’Assessorato alle Politiche giovanili e lanciato la raccolta firme per l’istituzione dell’omicidio stradale, con un incontro pubblico che si è tenuto il 9 dicembre. Da qui è maturata l’idea di concedere all’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada uno Sportello di mutuo aiuto per i familiari delle vittime, presso il Centro "Novarini". Uno spazio gratuito per gli incontri mensili dell’associazione".

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