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Verona, nuovo traguardo della ricerca veronese: l'università scopre una delle cause della sclerosi

Il lavoro, curato dal team diretto da Gabriela Constantin, svela meccanismi del sistema immunitario alla base delle malattie infiammatorie ed autoimmuni. Speranze per il lupus eritematoso, l'artrite reumatoide, la psoriasi

E’ stato svelato dai ricercatori dell’università di Verona uno dei meccanismi del sistema immunitario che sta alla base delle malattie infiammatorie ed autoimmuni a volte altamente invalidanti, come la sclerosi multipla, il lupus eritematoso sistemico, l'artrite reumatoide, la psoriasi, il diabete mellito insulino-dipendente, ed altre ancora. Il lavoro, curato dal team diretto da Gabriela Constantin, docente di Patologia generale, è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Immunity” ed è intitolato "La glicoproteina Tim-1 lega il recettore di adesione selectina-P e controlla il traffico dei leucociti nelle malattie infiammatorie e autoimmuni". La scoperta scientifica dell’Ateneo scaligero apporta un contributo importante nella conoscenza del funzionamento delle cellule del sistema immunitario e identifica un nuovo potenziale bersaglio farmacologico nelle malattie infiammatorie croniche ed autoimmuni rappresentato della glicoproteina Tim-1.

La ricerca è stata condotta anche in collaborazione con altri ricercatori dell'Ateneo veronese, dell'università di Harvard (Stati Uniti), dell'università di Madrid (Spagna) e della ditta statunitense “Biogen” ed è stata finanziata principalmente dall'European Research Council, un programma della Comunità europea e dalla Fondazione italiana sclerosi multipla. In tutte le malattie infiammatorie, il primo movimento della riposta immunitaria è rappresentato dalla migrazione dei globuli bianchi, leucociti, dai vasi sanguigni nei tessuti dove si sviluppa il processo patologico. Nel caso di malattie infiammatorie non dovute ad infezioni, il processo infiammatorio e la migrazione dei leucociti non hanno piu' un ruolo di difesa dell'organismo, ma un ruolo patologico critico provocando un importante danno tessutale. Nella maggior parte dei casi le terapie a disposizione riescono solo a rallentare l'evoluzione della malattia senza riuscire a ottenere una guarigione.

Lo studio veronese si è così focalizzato su una classe di leucociti chiamati “linfociti T” che sono fondamentali nell'induzione di malattie infiammatorie croniche ed autoimmuni. La scoperta ha identificato la Tim-1 una nuova glicoproteina presente sulle cellule T, in grado di mediare l'adesione dei linfociti alla parete dei vasi sanguigni e la successiva migrazione nei tessuti bersaglio. Il blocco della Tim-1 e' stato in grado di impedire la formazione di focolai infiammatori e il conseguente danno tessutale in vari organi. All'infiltrazione dei linfociti nel tessuto cerebrale e' correlata la comparsa dei segni clinici e patologici di disfunzione del sistema nervoso centrale tipici della sclerosi multipla. La migrazione dei linfociti all'interno del cervello studiata dal gruppo della professoressa Constantin rappresenta quindi un momento fondamentale per lo sviluppo della malattia e il suo blocco costituisce un approccio terapeutico molto potente in questa patologia cosi' come in altre malattie autoimmuni. La ricerca veronese, infatti, ha il potenziale di essere applicata anche ad altre patologie del sistema nervoso centrale associate ad infiammazione, come per esempio la malattia di Alzheimer.

I COMPLIMENTI - “Non sono uno scienziato, ma ho preso informazioni: la scoperta di uno dei principali meccanismi alla base di molte patologie autoimmuni, come la sclerosi multipla, realizzata dal team di giovanissimi ricercatori dell’Università di Verona, è di quelle per le quali tutto il mondo e milioni di malati dovranno ringraziare la qualità della ricerca che si fa in Veneto”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, saluta lo straordinario esito del lavoro, durato sette anni.

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