Verona, il nuovo rifugio comunale per 200 cani finito a settembre: gestione sostenibile e rinnovabili

L’opera, che sarà conclusa entro fine mese, è stata progettata dall’Ente nazionale protezione animali e realizzata su un’area di oltre 15mila metri quadri per un costo complessivo di un milione e 900mila euro

il nuovo canile comunale di Verona

A settembre tanti quattrozampe, "i più fedeli amici dell'uomo", potranno entrare nella loro nuova casa. A confermare ciò è servito il sopralluogo del sindaco di Verona, Flavio Tosi, in località Binelunghe dove stanno per essere ultimati i lavori di realizzazione del “Nuovo rifugio del cane - Centro benessere animale” del Comune di Verona.

COME SARA' - L’opera, che sarà conclusa entro fine mese, è stata progettata dall’Ente nazionale protezione animali e realizzata su un’area di oltre 15mila metri quadri per un costo complessivo di un milione e 900mila euro, finanziato per 800mila dal Comune, per 475 mila euro grazie ad un lascito testamentario disposto dalla “Fondazione Cani & Gatti - Giorgio e Antonella Fietta”, cui sarà intitolato il nuovo canile, per 437mila 264 euro dalla Regione Veneto e per 190mila euro dal Ministero della Salute. Il nuovo rifugio, che permetterà di ospitare più di 200 animali tra cani e gatti è stato progettato secondo criteri che garantiranno non solo il benessere degli animali, ma anche il rispetto dell’ambiente e il risparmio energetico, grazie al posizionamento di pannelli fotovoltaici e di sonde geotermiche, al recupero delle acque meteoriche e all’isolamento acustico.

Il nuovo rifugio è costituito da 11 padiglioni prefabbricati per il ricovero degli animali (9 destinati ai cani e 2 ai felini), organizzati in spazi sia chiusi che recintati, scoperti e coperti, installati su platee pavimentate completi di impianti elettrico ed idrico, una palazzina servizi (adibita alla gestione amministrativa, assistenziale e custodia dell’intera struttura) organizzata su 2 piani, una tettoia per il ricovero degli autoveicoli, con struttura portante metallica e copertura integrata con 66 moduli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica; un piazzale carrabile di circa 725 metri quadrati attorno alla palazzina servizi; aree esterne recintate per lo sgambamento degli animali seminate a prato, un bacino di laminazione per lo smaltimento delle acque meteoriche, una barriera antirumore a perimetro dell’intera struttura di 3 metri di altezza.  

Per Tosi si tratta della “parte più importante del canile, perché la struttura sanitaria di via Campo Marzo, che non compete al Comune ma all’Ulss, si occuperà solo della fase iniziale di profilassi. Successivamente cani e gatti saranno ospitati nel nuovo rifugio che, dal punto di vista del rispetto degli animali, ha tutti i requisiti fondamentali. Una volta terminati i lavori ed espletato il bando di gara per l’assegnazione della gestione, da settembre la struttura potrà entrare in funzione”.

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