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Il fiume Alpone a San Bonifacio

Il fiume Alpone a San Bonifacio

Verona, nubifragio nell'Est Veronese con grandine e vento: allagamenti a Montecchia e Monteforte

Il temporale è cominciato sulla val d'Alpone e si è spostato fino a Terrossa di Roncà. Prima pioggia con vento forte, poi 20 minuti di ghiaccio hanno presentato il conto “salato” dei danni a colture e strutture

Non c’è temporale che si abbatta sulla provincia senza smuovere gli animi dei residenti dell’Est Veronese. Memori di quanto accaduto quattro anni fa e poi ripresentatosi puntualmente ogni autunno, anche se in maniera molto più lieve, i veronesi che abitano in Val d’Alpone hanno dovuto ad assistere all’ennesimo nubifragio nella propria zona. Nel primo pomeriggio di domenica, tra le 13 e le 14 il torrente che da’ il nome alla vallata è cresciuto di oltre 80 centimetri. In un’ora. Questo basta a far capire quanta acqua è scesa in quel relativamente breve lasso di tempo.

Il temporale è cominciato a Monteforte e si è spostato fino a Terrossa di Roncà. Prima pioggia con vento forte, poi 20 minuti di grandine hanno presentato il conto “salato” dei danni a colture e strutture. Chicchi via-via sempre più grossi. Le foglie trascinate dal maltempo hanno poi terminato col provocare altri disagi, come l’ostruzione di tombini, grondaie, caditoie. Per questo, come spiega L’Arena, a Terrossa il Comune è stato costretto a chiudere un tratto della Provinciale 17 che unisce Roncà a Gambellara. Sarà per primo il consigliere regionale Gustavo Franchetto, che abita in questa zona, a chiedere lo stato di calamità naturale. I danni a coltivazioni  e aziende agricole sono evidenti, come sempre, con vigne invase dall’acqua e dal fango per l’esondazione del rio Fiumicello e del rio Vanganella.

E le strade dell’aree di Monteforte, a meno di un mese di distanza, si sono trasformate ancora in letti fangosi. Soprattutto nelle frazioni di Brognoligo e a Costalunga. Questo, dicono i beninformati, perché alla grandine si deve aggiungere la scarsa manutenzione dei fossati e degli scoli. Senza adeguata pulizia si riempiono in un batter d’occhio e cominciano a scaricarsi nelle zone circostanti. Insomma, è sempre la stessa storia che si ripete. E, come sempre, a farne le spese sono stati seminterrati, cantine, garage. I cittadini sono dovuti correre l’ungo le strade per aprire i tombini ostruiti da fogliame trascinato da corrente e vento. Come a Montechia di Crosara. Disagi anche al confine con San Giovanni Ilarione. E oggi, oltre a mettere da parte la rabbia e a rimboccarsi le maniche, si incrociano le dita perché il maltempo conceda una tregua: e così si torna a far la conta dei danni.

NUBIFRAGIO A MONTEFORTE

IL LIVELLO DEL FIUME ALPONE

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