Verona, "Non facciamo maquillage finanziari". Vertici di Arena e Fenice ai ferri corti: Pd prepara esposto

Botte e risposta velenoso tra la Fondazione scaligera e il sovrintendente del teatro veneziano. Scontro sul bilancio in utlia grazie ad un'operazione di cessione: "Abbiamo copiato da loro". La replica: "Non facciamo trucchi"

Alla faccia della diplomazia. Rischia di creare un piccolo caso polemico il botta-e-risposta tra i vertici della Fondazione Arena e quelli del teatro “La Fenice” di Venezia. Interpellato sui bilanci 2013 approvati dall’ente lirico veronese, il sovrintendente Fabrizio Girondini aveva spiegato che si era trattato di un’operazione da “maquillage” finanziario e aveva annunciato che era stato copiato “dalla Fenice, tanto che ha ingaggiato lo stesso perito”. I conti dell’Arena, secondo il documento, erano in utile grazie soprattutto ai 12 milioni di euro in beni (costumi, bozzetti, allestimenti e documenti storici) che erano stati trasferiti alla controllata società “Arena extra”. Una cessione che, sulla base della stima del perito, ha fruttato 7 milioni di euro e che la Fondazione ha poi appuntato nel bilancio. Evidentemente la poco ironica dichiarazione di Girondini non ha fatto piacere all’omologo di Venezia, Cristiano Chiarot, che ha risposto per le rime poco prima che il Partito democratico di Verona annunciasse la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti per far luce sulla rendiconto della Fondazione scaligera.

“La Fondazione Teatro La Fenice non ha mai fatto “maquillage” di bilancio - ha spiegato Chiarot - il pareggio degli ultimi tre esercizi 2011, 2012, 2013 è stato raggiunto attraverso il controllo e la riduzione dei costi, l'aumento dei ricavi, tra cui il raddoppio della biglietteria. Nel 2005, dopo la riapertura del teatro, abbiamo potenziato le leve di marketing e fund raising ed è stata costituita la ‘Fest-Fenice Sevizi Teatrali’ che dal 2007 registra sempre bilancio in attivo. La Fenice incamera dai privati sponsorizzazioni che valgono fino a 3 milioni di euro all’anno” (mettendola così a raffronto di “Arena Extra” che ha racimolato 3mila euro nell’ultimo periodo a bilancio). Poi la stoccata all’Arena, segnalata sul Corriere Veneto:

«Qui non si fanno artifici, si lavora nel concreto per la società locale», dice il presidente Giuliano Segre, che riserva poi una velenosa stoccata all’Arena: «La Fenice alimenta da sola la propria fama internazionale: quella che altri vanno perdendo»

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ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI - "Quanto vale a questo punto la parola del sovrintendente?" Si chiede il capogruppo del Partito Democratico in Comune, Michele Bertucco. "Dopo il grave incidente diplomatico con la Fenice di Venezia, la quale ha smentito le accuse del sovrintendente di aver ritoccato a sua volta il bilancio, il gruppo consiliare Pd resta sconcertato ma non stupito. A questo punto il Pd sta valutando se ci sono i presupposti per un esposto alla Corte dei Conti".

Spiega il capogruppo Michele Bertucco: “Con simili artifici e scorciatoie, si sta depauperando il patrimonio della Fondazione Arena. Si nascondono i buchi di bilancio di questa amministrazione e chi le succederà troverà una società in ginocchio. Questo comportamento prepara un futuro rischioso per la città, l'economia e i lavoratori del settore. Giunti a questo punto è inevitabile chiedere alla Corte dei Conti una verifica sui bilanci della Fondazione”

Rincara la dose la segretaria cittadina Orietta Salemi: “Se Girondini ha mentito spudoratamente su questo, quante altre volte avrà abusato della nostra fiducia e del prestigio conferitogli dal ruolo che ricopre? Quanto vale oggi la sua parola? Chiediamo venga a riferire su questa figuraccia in Consiglio comunale portando dei dati che, ci auguriamo, chiariscano una volta per tutte le reale situazione della Fondazione. Perseverare ad agire come non ci fosse mondo fuori dalle mura di Verona è rischioso per la Fondazione oltre che per la città”.

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