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Verona, nomadi nei palazzi per furti negli appartamenti: arrestate e rilasciate. Sono incinte di 8 mesi

La giovane età delle ladre, entrambe non ancora 20enni, e lo stato di gravidanza avanzata sarebbero due espedienti per evitare l'arresto. Erano state beccate per la prima volta nel 2008, quando avevano 14 anni

Secondo i carabinieri, che le avevano beccate per la prima volta nel 2008, avevano cominciato a rubare quando ancora avevano 14 anni. E hanno continuato, evidentemente. Non preoccupava nemmeno il loro stato “interessante”. Due giovani nomadi, non ancora 20enni e incinte, sono state arrestate a Parona mentre se la davano a gambe dopo avere tentato un furto in un appartamento. Beccate praticamente in flagrante ma rimesse in libertà: la legge applicata dal giudice ha permesso loro di non fare nemmeno un giorno di carcere dato che, essendo incinte di 8 mesi, non possono essere rinchiuse. Sono state condannate a anno e hanno così beneficiato della pena sospesa. Le ragazze, lunedì scorso verso le 13, avevano tentato di entrare in due condomini di via Ederle: ce l’hanno fatta solo in uno ma sono state notate da un residente, che ha subito dato l’allarme chiamando il 112. La pattuglia giunta sul posto è riuscita a fermarle proprio mentre stavano uscendo dal palazzo.

La loro, breve, fuga è durata fino in piazza Vittorio Veneto, dove sono state raggiunte e perquisite. Nella borsa sono stati ritrovati vari arnesi come cacciavite e grimaldelli per forzare le porte di casa. Nel palazzo sono state tre le serrature scassinate.

Dagli accertamenti è emerso che Romina Duric e Cristina Djordjevich hanno una lunga lista di precedenti penali, che risalgono al 2008, per furti compiuti a Vicenza, Bolzano, Padova, Bologna. Per il comandante del Nucleo operativo radiomobile di Verona, il tenente Luca Mariano, si tratterebbe di una vera e propria banda organizzata di nomadi. Appena fuggita dal palazzo, infatti, una delle due era stata trovata al telefono, forse per avvisare il complice che fungeva da “palo” nei pressi della palazzina. La giovane età delle ladre e lo stato di gravidanza avanzata sarebbero inoltre due espedienti per evitare l'arresto. Processate con rito direttissimo, le due donne sono state condannate ad un anno con sospensione della pena. Sono quindi già tornate in libertà.

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