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Il pub "Le Colonne" a Veronella

Il pub "Le Colonne" a Veronella

Verona, "musica a tutte le ore e bisogni per strada": il sindaco di Veronella chiude pub dopo il "rave"

Il primo cittadino Michele Garzon firma l'ordinanza che fa cessare ogni attività a "Le colonne" per quattro giorni: "Lamentele dei cittadini, area retrostante nel degrado e clienti poco rispettosi"

Feste con musica a tutto volume per tutta la giornata. Una discoteca a cielo aperto nel retro. A tutti gli effetti un “rave” secondo l’amministrazione comunale di Veronella, che ha deciso di chiudere per giorni il pub “Le colonne”, tra l’altro situato proprio a fianco del municipio, in piazza Marconi. Con un’ordinanza del sindaco Michele Garzon, si è voluto dare risposta alle presunte lamentele di residenti e passanti. Il locale, molto conosciuto anche fuori provincia, ha chiuso i battenti per quattro giorni. L’ultima festa risale al giorno di Pasquetta, quando l’annuncio ha attirato centinaia di persone arrivate anche da zone del Centro Italia. A “Le Colonne” sarebbe risuonata musica, a volume elevato, dalle 10 del mattino alla mezzanotte. Così, una volta a conoscenza della prossima data, Garzon ha deciso di passare alle maniere “forti”. E per garantire il rispetto “della quiete” stabilita dal provvedimento sindacale, la mattina della chiusura, nella piazzetta davanti al locale, hanno dovuto convergere alcune pattuglie dei carabinieri di Cologna, Ronco all’Adige e di Legnago, oltre che la polizia municipale della zona. Le divise sono entrate nel locale alle 10e30, trovando già 40 persone all’interno. Come spiega L’Arena, il sindaco avrebbe agito anche in ragione del “parecchio disturbo creato” dai partecipanti alle feste, soprattutto giovani che “farebbero i propri bisogni per il paese”, e arrivando persino ad effusioni amorose nei giardini pubblici. Spiega il quotidiano locale che

secondo il provvedimento del primo cittadino, l'area retrostante e annessa al pub «si trova in stato di degrado, con sporcizia in genere, erba incolta, rifiuti abbandonati e una fossa biologica tracimante di liquami», e nel locale «veniva svolta un'attività di preparazione e cottura del cibo con un barbecue con bombola GPL senza alcuna precauzione di sicurezza verso il pubblico presente».

Inoltre, «era stato allestito un tendone con palco e pedana non a norma». «Gli avventori», infine, «avevano dichiarato di corrispondere un biglietto d'ingresso di 4 euro». «Non appena ho visto la comunicazione, peraltro imprecisa, della festa, pubblicizzata anche su Internet, ho deciso che era necessario agire in maniera decisa», conclude Garzon.

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