Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Zai / Via Apollo

Verona, la Motorizzazione chiede di indagare: sfilza di patenti false e 36 denunce. Scoperto stratagemma

Lo mettono in pratica soprattuto stranieri dell'Est Europa. Alcuni non erano mai stati nemmeno abilitati alla guida e altri chiedevano il riconoscimento di una documento rilasciato dall'autorità di un altro Paese

Ha dato i suoi frutti la collaborazione tra la Motorizzazione civile di Verona e il Nucleo "Falsi documentali" della polizia provinciale per controllare i casi sospetti sulle pratiche di conversione di patenti straniere. Uno dei trucchi più utilizzati è quello di chiedere il riconoscimento europeo di una patente rumena falsa per ottenere il talloncino con numero italiano. Successivamente viene dichiarato lo smarrimento e così si ottiene un documento autentico. Da qualche mese il direttore della Motorizzazione civile, Claudio Avesani, si era rivolto agi agenti della Provinciale dopo che gli erano nati alcuni sospetti per patenti rumene di cui veniva chiesto il riconoscimento dei Paesi della Comunità europea.

La prima indagine è partita quando un funzionario della Motorizzazione si era insospettito di fronte ad una patente rumena che recava lo stesso numero e la stessa data di rilascio di un'altra patente di cui era stato denunciato lo smarrimento. Tramite l’Interpol, la polizia provinciale aveva accertato che il titolare non era titolare di alcuna patente di guida in Romania. Da febbraio ad oggi sono stati individuate così 20 patenti rumene di cui tre avevano ottenuto il riconoscimento e per quindici c'è stato il rilascio di patente italiana. Undici patenti dello Sri Lanka e una marocchina munite di documentazione consolare contraffatta. Una patente bulgara per cui era stato chiesto il rilascio di Cqc (certificato che abilita a svolgere l’attività di conducente professionale anche di mezzi pesanti e autobus). Inoltre, 36 persone sono state denunciate alla magistratura che ha emesso decreto di sequestro delle patenti ottenute illegalmente. Le stesse sono state immediatamente revocate dalla Motorizzazione.

L'ultimo caso scoperto risale a poche ore fa. Un moldavo di 40 anni residente a Verona, giovedì è stato individuato e fermato dalla polizia Provinciale. L'uomo aveva ottenuto regolare patente italiana, con tanto di Cqc, chiedendo il riconoscimento di una patente rumena apparentemente regolare. L'individuo, però, in realtà non era di nazionalità rumena (e quindi comunitario) ma moldava: la patente era dunque falsa. Ottenuto il riconoscimento, ne aveva poi dichiarato lo smarrimento e chiesto il duplicato, ottenendo una regolare patente italiana. Si è scoperto inoltre che guidava anche autocarri perché durante la perquisizione è stata rinvenuta la card per il tachigrafo digitale, obbligatorio solo su mezzi superiori a 35 quintali.

Altri casi smascherati coinvolgono un cittadino rumeno che nel 2012 aveva chiesto il foglio rosa e non aveva poi superato l’esame ma aveva richiesto il riconoscimento di una patente rumena conseguita due anni prima, risultata poi ovviamente falsa. E un indiano che ha richiesto il riconoscimento per una patente rumena.

ALTRI DOCUMENTI FALSI - Ma nella giornata di giovedì anche i poliziotti della Squadra Volanti hanno proceduto all’arresto di un cittadino moldavo scoperto in possesso di documenti di identificazione falsi. Intorno alle 16e30, lungo via dei Grolli, gli agenti sono stati insospettiti da una Volkswagen Sharan insolitamente carica, nonostante a bordo ci fossero solo due uomini. I sospetti si sono rilevati fondati fin dal controllo del documento di identità del passeggero poichè gli esperti, specializzati nelle molteplici tecniche usate nella contraffazione, hanno subito notato quello che ad un occhio meno allenato poteva sembrare normale. La carta di identità moldava mostrata dall’uomo, infatti, oltre a non reagire correttamente agli ultravioletti e ad essere stampata con tecnica a getto di inchiostro anziché laser, riportava un codice "Icao" errato. Per tale motivo, il 39enne, è stato tratto in arresto per il reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Venerdì mattina, convalidato l’arresto, il giudice della direttissima ha disposto il rinvio del processo a febbraio. Fino ad allora l’uomo torna libero ma su di lui grava anche il nulla osta al provvedimento di espulsione.

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