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Verona, mostra alla Gran Guardia: "Allestimento non pagato". Procura indaga per abuso d'ufficio

Al centro dei controlli c’è l’esposizione di quadri firmati da Barbara Pinna, ospitata da fine agosto a fine settembre 2013. La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo e ora anche la Procura: "Giallo sulla fattura"

La Procura avrebbe sgomberato il campo da dubbi da una parte “Tosi e Giorlo non sono indagati”, ma dall’altra sta approfondendo il caso collaterale partendo dalla puntata di Report di Rai3 sull’amministrazione Tosi. Quello, ovvero, che riguarda l’allestimento e la concessione gratuita del palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra, per la mostra dell’artista Barbara Pinna. Per ora non è dato sapere se c’è qualcuno iscritto nel registro degli indagati ma sembra proprio che gli investigatori siano partiti dall’acquisizione di documenti cartacei e digitali, all’Accademia delle Belle arti e a VeronaFiere Servizi. Ad occuparsi dell’indagine sono gli uomini della guardia di finanza di Venezia. Al centro dei controlli c’è l’esposizione di quadri firmati dalla Pinna, moglie del comandante delle Fiamme Gialle scaligere, Bruno Biagi. Quest’ultimo, all’indomani delle anticipazioni della puntata in onda su Rai3, aveva provveduto a presentare una querela per diffamazione contro il giornalista di Report Sigfrido Ranucci (già querelato da Tosi e dall’ex assessore Giorlo).

Secondo il pm Valeria Ardito, l’allestimento dell’esposizione, ospitata dal 29 agosto al 26 settembre, non sarebbe stato ancora pagato. E su quello, e su presunti favoritismi del sindaco Tosi alla pittrice per legami d’amicizia, era passata l’inchiesta giornalistica della trasmissione. In realtà come spiega il Corriere Veneto, sul caso “Gran Guardia” sembra che la Procura avesse già messo gli occhi.  

Promossa dall'Accademia delle Belle Arti e dalla Società Belle Arti con il doppio patrocinio di Comune e Provincia di Verona, la mostra di quadri dell'artista romana trapiantata a Verona è stata allestita da Veronafiere Servizi spa. La stessa Veronafiere ha peraltro emesso una regolare fattura, per un importo di poco superiore ai quarantamila euro.

Ed è proprio a questo punto che la ricostruzione dell'evento s'inceppa, finendo automaticamente al centro dell'attenzione in due procure: inizialmente, si è mossa la procura presso la Corte dei Conti, impegnata a verificare la sussistenza di un eventuale danno erariale per le casse pubbliche; adesso, invece, è la volta della procura della Repubblica, al lavoro per venire a capo del «giallo» della fattura che, emessa appunto da Veronafiere Servizi (controllata di Veronafiere) all'indirizzo dell'Accademia delle Belle Arti (ex Cignaroli) a marzo di quest'anno, risulta essere stata a sua volta rispedita al mittente

Sulla concessione della Gran Guardia, tuttavia, il Comune si è difeso pubblicando l’elenco delle “mostre con concessione gratuita”. “Dal 2011 - spiega una nota dell’ufficio di comunicazione - la sala polifunzionale è stata concessa con la totale gratuità 19 volte. Nella suddetta sala hanno esposto le proprie opere artisti e personaggi di vario genere, tra cui un rappresentante storico della Resistenza veronese, Vittore Bocchetta, che ha avuto in concessione gratuitamente gli spazi della Gran Guardia dal 16 luglio al 12 agosto scorso. Non si capisce inoltre come possa sorgere danno erariale, in quanto sta nella discrezionalità della Giunta determinare le modalità di concessione della Gran Guardia, che non sono variate dalla Giunta Zanotto alla Giunta Tosi”.

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