Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, allarme dei farmacisti in città: introvabili i medicinali per gravi malattie

Su 108 farmaci in ordinazione 50 risultano mancanti. La penuria riguarda tutti i tipi tra cui antitumorali, quelli contro l’alcolismo, ma anche antipertensivi, colliri e antibiotici. Solo la preparazione dei negozianti scongiura i drammi

Un allarme, senza mezzi termini. È quello lanciato dalla sede di Federfarma Verona sulla carenza di farmaci per gravi patologie. Nonostante l’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco, abbia stabilito nel luglio scorso che i farmaci regolarmente in commercio, debbano necessariamente arrivare nelle farmacie entro 48 ore dalla richiesta del farmacista, ad oggi, nonostante si ventilassero sanzioni fino a 18mila euro per i contravventori, niente si è mosso. Tra i farmaci irreperibili anche quelli utilizzati nella cura di patologie importanti come ipertensione, diabete, morbo di Parkinson, depressione, ansia e anche neoplasie.

"Facciamo l’esempio pratico con quello che è successo in una sola delle farmacie della città: su 108 farmaci in ordinazione 50 risultano mancanti – spiega Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, l’associazione dei titolari di farmacia -. Si tratta di farmaci di tutti i tipi tra cui antitumorali, farmaci per combattere l’alcolismo, ma anche antipertensivi, colliri e antibiotici. E naturalmente domani a questi se ne aggiungeranno altri. Non sappiamo più come gestire la situazione e soprattutto cosa dire e come aiutare i pazienti. I farmacisti di Federfarma cominciarono a denunciare pubblicamente la mancanza di farmaci a partire dal 18 gennaio del 2011 e non ci siamo mai fermati. Adesso chiediamo un controllo serrato sui soggetti responsabili delle carenze e che l’Aifa cominci a sanzionare, sperando che possa essere di stimolo all’applicazione della legge, le aziende inadempienti. Non possono essere i pazienti a fare le spese del mercato parallelo e il farmacista non è colpevole della irreperibilità dei farmaci».

IL RACCONTO - Alla conferenza-appello anche la preziosa testimonianza di Clara Rigodanzo, infermiera in pensione, costretta a cercare disperatamente i farmaci per l’anziana madre invalida, affetta dal morbo di Parkinson. "Riusciamo ad andare avanti, seppure faticosamente, solo grazie alla costante e capillare ricerca del farmacista che tutte le volte si mette in rete (grazie al servizio “Cerca farmaco” attivato da Federfarma Verona n.d.r.) e chiede a tutte le farmacie veronesi se per caso hanno una confezione del farmaco per mia mamma. Ma ogni volta non si sa come finirà, con l’ansia che il farmaco possa non essere reperito. Il mio disagio si aggiunge alla gravissima situazione clinica della mamma che purtroppo è costretta a dipendere da questi farmaci". E questo è uno dei casi “fortunati”, in cui il paziente, seppure tra mille difficoltà, riesce a reperire il farmaco. Purtroppo non è sempre così.

Il caso dell’irreperibilità dei farmaci era approdata quest’estate anche al Senato con una interrogazione parlamentare che puntava il dito contro l’esportazione parallela (farmaci destinati all’Italia che vengono dirottati all’estero per interessi economici), mentre Federfarma Roma aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di fare luce sulla mancanza nel circuito distributivo anche di farmaci innovativi per gravi patologie ad elevato valore terapeutico, nonché ad alto costo, e senza equivalente alternativo.

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