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Verona, maxi rissa tra ultras Hellas e del Brescia: identificati in 128. La polizia indaga su 12 persone

La Questura di Brescia attiva la tolleranza zero e rincara la dose tirando in ballo l'appartenenza politica: "Riteniamo che le due fazioni si siano scontrate di proposito. I sostenitori del Verona non facevano parte del tifo autorizzato"

Una maxi rissa scoppiata all'autogrill tra due tifoserie storicamente rivali. Ora, per voce della polizia di Brescia, nascono ipotesi contrastanti. E si tira in ballo la presunta appartenenza politica dei membri delle fazioni. Specialmente quella del Verona. La Questura lombarda ha accertato che sono 128 le persone identificate dopo gli scontri tra ultras del Brescia e ultras dell'Hellas Verona. Una violenta lite partita da provocazioni dei tifosi bresciani che è sfociata in cori, slogan, offese e poi alcuni hanno alzato le mani.Tutto avvenuto, sabato scorso, in tarda mattinata, nell'area di servizio di Chianti Ovest, lungo l'autostrada A1, nel territorio fiorentino. I tifosi del Brescia erano diretti a Perugia per assistere alla partita di Serie B, mentre quelli del Verona stavano viaggiando verso Roma per raggiungere lo stadio Olimpico visto il match di anticipo della Serie maggiore.

I primi provvedimenti sono scattati nelle scorse ore, quando un tifoso del Brescia, 30 anni e padre di due figli, è stato arrestato ed è stato sottoposto all'interrogatorio di convalida. Ha lasciato il carcere e dovrà presentarsi periodicamente in caserma perchè ha l'obbligo di firma. Ma altri potrebbero finire presto nei guai, annuncia la polizia bresciana. "Stiamo vagliando altre 12 posizioni - ha spiegato il vice questore vicario di Brescia, Emanuele Ricifari, che ha rincarato la dose -. Crediamo che i due gruppi di tifosi si fossero dati appuntamento per scontrarsi. Gli ultras del Verona non facevano parte del tifo organizzato e viaggiavano volutamente da soli. Tra loro c'erano anche qualche skinhead".

LO SCONTRO - Sabato pomeriggio, dopo le prime scintille, sono dovuti intervenire subito gli agenti che erano di scorta. Altri ne sono arrivati di supporto dalla polizia stradale e infine dai colleghi della Digos. Prima le offese, provocazioni e slogan, poi altri insulti sempre più pesanti e infine la “carica” condita da pestaggi e grida.

Nell’immediato le due tifoserie sono state divise da un cordone “cuscinetto” della polizia e fortuitamente dopo pochi minuti la rissa è stata sedata. Tutta la fase delle provocazioni e degli scontri sarebbe stata interamente filmata dalle telecamere della videosorveglianza dell’autogrill e quelle della polizia. Le immagini della scorta hanno consentito di individuare il tifoso mentre aggredisce i veronesi e minaccia i poliziotti armati di una cinghia. Scatterano numerosi accertamenti e, come prevedibile, una nuova ondata di Daspo (il provvedimento della polizia con cui vengono interdette partite e manifestazioni sportive a tifosi ritenuti colpevoli di atti violenti). L’unico arrestato è stato accusato di violenza, resistenza a pubblico ufficiale e rissa e attende la convalida del giudice. Il tifoso gialloblù all’ospedale non ha riportato gravi lesioni.

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