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Un intervento dei vigili del fuoco

Un intervento dei vigili del fuoco

Verona, Mattia ucciso dallo scoppio della cisterna, l'amico "miracolato". Ultimo saluto al 33enne

Il giovane scomparso tragicamente mentre lavorava in un capannone di Arcole. Dai rilevi è emerso che a innescare lo scoppio dei vapori di benzina sia stata una saldatrice. Il collega Pietro dimesso: ferito alla mano e danno irreparabile all'udito

Mattia è morto a causa dello scoppio di un'autocisterna da cui erano fuoriusciti vapori di benzina mentre stava saldando. Questo è quanto emerge dai primi rilievi effettuati dallo Spisal dell'Ulss 20 e dai vigili del fuoco. Mattia Ruggeri, 33enne, se n'è andato tragicamente lunedì pomeriggio nello stabilimento di Arcole, nel quale lavorava da quando aveva sedici anni, e che di recente era stato occupato da una filiale della ditta "Menci" di Castiglion Fiorentino (Arezzo), in virtù di un accordo con le "Officine Crestani". L'azienda è specializzata nella produzione e vendita di semi-rimorchi in lega leggera, e in particolare, autocisterne in alluminio, della stessa tipologia che ha causato la morte di Mattia.

Le indagini non sono ancora concluse, ma pare che ad innescare l'accensione dei vapori di benzina, e il successivo scoppio, sia stata una saldatrice. Una saldatrice che, con ogni probabilità, stava usando Mattia per sistemare qualche guasto all'esterno del mezzo. È evidente che, qualora fosse accertata la causa dell'incidente, bisognerà poi indagare per vedere se la manutenzione di mezzi contenenti materiali infiammabili, benché vietata, fosse una pratica abituale all'interno dell'officina.

Comunque, al di là delle perizie e delle questioni prettamente legali resta il fatto che Mattia non c'è più, e che la sua scomparsa ha spezzato altre vite. Era un ragazzo tutto casa e lavoro che stava progettando di andare a convivere con Franca, la sua fidanzata. Ma, come si diceva, questa tragedia ha segnato profondamente anche un'altra giovane vita: quella di Pietro Dardano, 26 anni, amico e collega di Mattia. Pietro non riesce a trovare pace per quanto è accaduto; per lui Mattia era un fratello maggiore. Anna Talarico, la mamma di Pietro, ha spiegato che il figlio è stato dimesso dall'ospedale martedì mattina: ha una ferita a una mano da controllare e ha subito una diminuzione irreversibile dell'udito come sostiene L'Arena. La donna spiega che il ragazzo non riesce ad accettare che Mattia, suo collega e amico inseparabile, sia morto sotto i suoi occhi. Avrebbe raccontato poche cose su quanto accaduto lunedì, ma sarebbe chiaro "che lui è un miracolato", dato che si trovava a non più di un metro e mezzo da Mattia e solo "per pura fortuna" non è stato investito in pieno.

Amici e parenti hanno dato l'ultimo saluto a Mattia nel pomeriggio di giovedì 5 febbraio, tramite le celebrazioni tenute nella chiesa di Praissola, a San Bonifacio.  

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