Verona, mastectomia e ricostruzione del seno in un solo intervento: da Negrar si esporta l'eccellenza

Novità scoperta agganciando al muscolo del petto una tasca idonea ad ospitare la protesi, utilizzando membrane di origine animale completamente compatibili. Per la donna significa meno sofferenza, soprattutto psicologica

“Una delle caratteristiche più belle della sanità veneta è quella di avere medici che non si fermano mai, ricercano continuamente nuove tecniche di cura, le perfezionano e poi regalano ai loro pazienti l’occasione per soffrire meno e guarire prima. Un nuovo entusiasmante esempio arriva dall’ospedale 'Sacro Cuore' di Negrar, dove hanno centrato un doppio risultato: individuare e applicare con successo una nuova tecnica nell’approccio chirurgico al tumore al seno, dando però anche un preziosissimo supporto alla sofferenza psicologica che una donna prova, oltre a quella fisica, quando viene colpita da una patologia che richiede l’asportazione del seno, in tutto o in parte”. Con queste parole il presidente della Regione, Luca Zaia, accoglie “con soddisfazione e gratitudine per i clinici protagonisti” la notizia che nella clinica privata convenzionata veronese è stata applicata, e già verificata positivamente su 20 pazienti, una nuova tecnica operatoria che permette di effettuare la mastectomia e la ricostruzione del seno in un solo intervento, agganciando al muscolo del petto una tasca idonea ad ospitare la protesi, utilizzando membrane di origine animale completamente compatibili.

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“Scienza, ricerca e tecnica – dice Zaia – sono state fuse con sapienza in una tecnica che potrebbe rivoluzionare l’approccio chirurgico alla cura del tumore al seno. Per la donna significa meno sofferenza, un intervento invece di due,da 3 a 6 mesi risparmiati nel ciclo di cure per arrivare alla completa guarigione. Sono certo che il cammino per risolvere i limiti che ancora sussistono per le donne che necessitano anche di radioterapia e che hanno un seno di dimensioni abbondanti si concluderà con successo. Ma già ora – aggiunge Zaia – siamo di fronte ad una novità di portata internazionale, che mi auguro faccia scuola e si diffonda non solo in Veneto, ma ovunque c’è una donna alle prese con un tumore al seno”. Pazienti alle quali anche il nuovo Piano sociosanitario veneto presta particolare attenzione con la creazione delle "Breast Unit (Unità di Senologia)", per una presa in carico totale della paziente dalla prima diagnosi alla fine del ciclo di cura.

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