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Verona, massaggi e relax ma con l'extra arriva anche il sesso: scovati in un colpo 3 centri a luci rosse

Sono stati sentiti i clienti: circa una cinquantina quelli identificati e che hanno confermato le prestazioni. Secondo le stime della polizia, l'incasso giornaliero di ogni centro, praticamente sconosciuto al Fisco, variava tra i 30 e i 40mila euro

Nuovo giro di vite contro la prostituzione a Verona. Tre centri massaggi cinesi sono stati chiusi dai poliziotti della Squadra Mobile che ha anche arrestato un 40enne e ne ha denunciato altre sette, tra cui tre donne. Tutti nei guai per sfruttamento della prostituzione.

Il blitz della polizia ricorda quello di qualche mese fa, sempre per opera degli agenti scaligeri e sempre tra la città e la provincia. Anche in quel caso erano finiti nei guai cittadini cinesi. L'operazione è scattata nelle cinque attività commerciali di Verona, a tutti gli effetti centri "hard": uno il "Laowai" era situato in via Robilant, zona Croce Bianca, un altro, il "Corea" era in via Unità d'Italia. La polizia si è portata poi anche in via Legnago, al centro benessere "Fior di Loto" di Borgo Roma.

Affissi, come al solito, i listini prezzi: per un massaggio thailandese si andavano a spendere anche 60 euro. Ma poi ci poteva anche scappare un "fuori programma". Erano gestiti da un cinese che contava sulla collaborazione di sei connazionali, due dei quali successivamente rintracciati a Prato e Reggio Emilia.

La polizia stava monitorando da giorni i centri estetici, ma le indagini proseguivano da molto tempo. L'anno scorso la sola Squadra Mobile era arrivata a chiudere 19 centri massaggi "irregolari". L'ultima operazione risale invece a martedì pomeriggio: gli agenti hanno riscontrato che i clienti concludevano i massaggi con un rapporto sessuale pagato extra con un supplemento di circa 30 euro. Sono stati sentiti alcuni frequentatori: circa una cinquantina quelli identificati, di età compresa tra 33 e 77 anni e provenienti da Veneto, Trentino e Lombardia, e che hanno confermato le prestazioni sessuali. Secondo le stime della polizia, l'incasso giornaliero di ogni centro, praticamente sconosciuto al Fisco, variava tra i 30 e i 40mila euro. In manette è finito il cittadino cinese che da anni risiedeva a Verona e che è ritenuto il vertice criminale dell'organizzazione. Inizialmente si era messo in proprio ma nel corso del tempo aveva scelto di gestire centri benessere a nome di altre connazionali. Era lui che "consigliava" come evitare e depistare le indagini attraverso, in qualche caso, il cambiamento frequente del nome del negozio o la rotazione delle ragazze per rendere più difficile la loro identificazione. Ora è ai domiciliari.

IL VIDEO DIFFUSO DALLA POLIZIA DI VERONA

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