Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Via Forte Tomba

Verona, massacravano la gente con mazze da golf "senza motivo". 14 anni ai Sinti picchiatori

Arrivano le condanne a oltre due anni di distanza dalle violenze accertate dalla polizia, per tre dei sei membri della banda che si scatenava brutalmente contro passanti e persone che avevano solo "osato" guardarli

Poco dopo averli arrestati, era stato lo stesso dirigente della Squadra mobile della polizia di Verona, Roberto Dalla Rocca, a spiegare che quei sei Sinti feroci picchiavano e massacravano la gente “senza motivo”. Tra febbraio e marzo 2013 si erano resi protagonisti di pestaggi terribili ai danni di passanti e automobilisti. Una violenza inaudita, sprigionata contro persone che, secondo loro, avevano osato lanciare occhiatacce. In un caso si accanirono contro un giovane e gli sfondarono il cranio con una mazza da golf. Tutti giovani e giovanissimi, i Sinti, che ben presto, per i giornali, diventarono i membri della gang di una “Arancia meccanica” in versione veronese. Hanno tra i 18 e i 25 anni e martedì, al termine del processo a loro carico per lesioni plurime aggravate e tentato omicidio, sono stati condannati con pene tra i 4 e i 5 anni. Ma non per tutti. Solo tre dovranno infatti scontare quanto previsto dal giudice per le indagini preliminari, Isabella Cesari. Altri tre sono invece stati assolti perché erano accusati di essere solo stati “reclutati” per rincarare la dose contro due automobilisti già aggrediti. Tra i condannati invece compare quello che è ritenuto essere il capo della banda: 5 anni al 23enne (che ora si trova ai domiciliari in una comunità terapeutica) a fronte dei 4 anni a testa per un altro ragazzo di 23 anni e per il 25enne.

I tremendi episodi furono scoperti dagli investigatori della polizia che tuttavia non ebbero vita facile nel risalire agli autori di diversi pestaggi, segnalati a giorni di distanza. Questo perchè non c’era collegamento tra i vari episodi. Semplicemente, come avrebbe spiegato il dirigente della Squadra mobile, “picchiavano brutalmente senza motivo”. Chiunque avesse la sventura di incrociare i loro sguardi rischiava grosso. Il 19 febbraio il gruppo si scatenò contro tre ragazzi a colpi di mazza da golf. Uno finì grave in ospedale e si è dovuto sottoporre a un intervento di ricostruzione mediante alcune placche. Gli altri due malcapitati vennero presi a calci in testa e pugni una volta stramazzati al suolo. Altro pestaggio, nello stesso giorno, ai danni di un cittadino cingalese che stava cercando di parcheggiare. Lo presero a male parole, lo minacciarono e lo inseguirono fino a casa. Una sorte più violenta l'ha subita anche un altro veronese: fermo con la sua auto ad un semaforo, in quel momento rosso, è stato affiancato da un altro veicolo da dove sono usciti in 4 che prima hanno battuto con le mani e i piedi la carrozzeria e i vetri del mezzo, tentando di aprire la portiera. Non riuscendovi hanno sfondato il lunotto lanciando una chiave inglese. La vittima, a quel punto, è stata trascinata fuori dalla macchina e picchiata. Ad assistere alla scena un immigrato che ha tentato di fermare il pestaggio e che non si immaginava ciò che lo stava attendendo. Sul posto era arrivata un'altra auto con altre persone che, unite alle altre, in stile "Arancia meccanica”, si erano accaniti sui due lasciandoli sanguinanti sull'asfalto.

"ARANCIA MECCANICA IN CITTA': BANDA DI NOMADI VIOLENTI IN MANETTE"

Aggressioni, apparentemente, non collegate tra loro che la Mobile ha scoperto però essere opera di uno stesso gruppo, riconducibile ad un campo di Sinti. Gli arresti dei quattro scattarono a luglio 2013 (i due rimanenti membri si costituirono giorni più tardi) e all’indomani dell’operazione di polizia fu il sindaco Flavio Tosi a intervenire: “Applicheremo quanto previsto dal regolamento dell'area di sosta attrezzata di Forte Azzano, approvato dal Consiglio comunale nel 2010 e modificato nel marzo di quest'anno - aveva spiegato  -, che prevede all'art.8 la revoca dell'autorizzazione alla sosta agli ospiti che abbiano subito un arresto o una condanna per reati contro il patrimonio, le persone o la pubblica amministrazione". "La modifica dell'articolo - aveva aggiunto - era stata introdotta a causa di una serie di episodi che avevano coinvolto persone che abitavano nell'area di sosta di Forte Azzano allo scopo di garantire la tranquillità e la sicurezza non solo dei cittadini veronesi, ma anche degli stessi ospiti del campo". Martedì è arrivata la condanna per tre di loro.

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