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Verona, dall'ex amico per mediare alcune incomprensioni. Lui lo accoltella. Lo salva un residente

La violenta lite scoppiata a Bussolengo a colpi di lama. Ci ha rimesso un conoscente della coppia di coniugi marocchini che era in discussione per un assegno di mantenimento. Un cittadino rumeno ferma l'aggressore in tempo

Salvato da un residente. È proprio il caso di dirlo se si considera che altrimenti il litigio sfociato in aggressione a colpi di coltello sarebbe potuta finire molto peggio. Sarebbe costata la vita alla vittima, con tutta probabilità. A rimetterci è stato un conoscente della donna che si era separata dal marito e che comunque chiedeva un assegno di mantenimento. Sabato pomeriggio è scoppiata la violenza, a Bussolengo. L’ex marito non avrebbe voluto sentire ragioni e dopo qualche parola, in viale del Commercio, sarebbe spuntata una lama. Tre colpi infierito con particolare violenza e che il magistrato ha ritenuto potessero giustificare l’accusa di tentato omicidio. Per questo l’uomo, un marocchino da tempo residente nel Veronese, rimane in carcere fino all'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari che si terrà nelle prossime ore. Il ferito è invece ricoverato in ospedale con profonde ferite all’addome e al volto. Particolare preoccupazione è per il colpo inferto nella zona del bacino, la lama ha sfiorato fegato e un rene e ha scheggiato l’osso.

Smentiti, per ora dunque, i motivi passionali che sembravano reggere l’intera faccenda. Alla base della lite c’era una presunta pendenza nei confronti dell’ex moglie, che è rimasta a Zevio dopo la separazione. Il consorte (che ha ammesso di dover dare alla donna solo quanto aveva stabilito il giudice in Marocco) si era invece trasferito a Bussolengo. Lì è andato a trovarlo un conoscente della coppia, nel vano tentativo di mediare tra i due. E ci ha rimesso. Lo ha salvato l’intervento di un cittadino rumeno che abita nei condomini vicini alla concessionaria su via del Commercio. Sentendo le urla dei due uomini in strada, l’uomo si era affacciato alla finestra e ha assistito in diretta all’aggressione. Aveva perciò chiamato i carabinieri e si era armato di spranga per dividere l’aggressore dalla vittima. A quanto segnala L’Arena il violento armato era pronto ad infierire sul già sanguinante malcapitato. In pochi minuti la pattuglia è arrivata e così il 118. Ora si attende la decisione del giudice.

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