Cronaca Grezzana / Via Guglielmo Marconi

Il commovente addio di Grezzana a Mario Salvagno, l'imprenditore che amava i suoi ulivi

Il paese si è riunito nella chiesa di Santa Maria Elisabetta per porgere l'ultimo omaggio al patron di Redoro, deceduto nella notte tra giovedì e venerdì all'ospedale di Borgo Trento in seguito ad una caduta

Un lungo e commosso addio Grezzana ieri lo ha riservato a Mario Salvagno, patron di Redoro, deceduto nella notte tra giovedì e venerdì all'ospedale di Borgo Trento, dove si trovava ricoverato da due settimane per le conseguenze di una caduta avvenuta tra i suoi ulivi. 
Oltre ai familiari, una folla di amici, conoscenti e semplici cittadini si è presentata ieri nella chiesa di Santa Maria Elisabetta, per rendere omaggio ad un imprenditore con un grande senso di appartenenza alla sua terra ma allo stesso tempo votato al mercato internazionale, che con l'operato della propria azienda ha tenuto alto il nome di Verona e della Valpolicella. Salvagno infatti amava molto Grezzana e il suo territorio, che raccomandava spesso di mantenere pulito e in ordine, così da renderlo ancor più piacevole alla vista, come del resto lui trattava la sua campagna. Un amore ricambiato anche dalla gente: all'entrata del feretro infatti, in chiesa non c'era più un solo posto, nemmeno in piedi, in molti quindi si sono fermati nella piazza fuori, seguendo la messa con gli altoparlanti. 
Sull'altare erano numerosi i religiosi presenti, tra i quali Ottavio Birtele, già parroco dal 1996 al 2011, l'attuale parroco don Remigio Menegatti e altri tre sacerdoti. Nell'omelia, monsignor Birtele ha riportato alla mente "il ruolo svolto da Mario come sposo e capo di una famiglia feconda, realizzata nell'amore come vuole la tradizione cristiana. Un grande lavoratore, partito da operaio fino ad arrivare con impegno e tenacia a creare un'azienda: quando molti agricoltori lasciavano la campagna tu hai continuato a crederci. La tua fede in Dio era sicura e si manifestava nella solidarietà. Nella vita hai realizzato, e contribuito a realizzare, tanti progetti e hai lasciato tante testimonianze positive. Quella di Mario è stata una vita vissuta nell'amore, nell'accoglienza e nell'aiuto concreto alla comunità". 

Dalla sorella suor Maria ai figli Paola, Lorenzo, Valeria e Daniele, i familiari si sono ripartiti i compiti nella funzione religiosa. "L'azienda era la tua vita - ha ricordato Valeria, come riportato su L'Arena - eri il primo ad aprire il cancello e la luce e quello che la sera li chiudeva. Nessuno poteva tenerti fermo. Mamma ti aveva detto di stare in casa, tu le hai dato un bacio e sei uscito sereno come al solito. Grazie per il tuo grande affetto e per aver affidato a ognuno di noi un compito adatto alle nostre caratteristiche". Il figlio Daniele poi ha proseguito: "Ci hai lasciati sempre liberi per crescere, come i rami degli ulivi, accogliendo con favore le nostre innovazioni. Gli ulivi hanno bisogno di poca acqua: mamma è stata come l'acqua preziosa per la tua vita, la nostra e l'azienda. L'ulivo è generoso, come lo eri tu che accoglievi e aiutavi silenziosamente chiunque veniva a te. So che continuerai a passeggiare tra gli ulivi". 
Il corteo funebre poi ha attraversato i suoi campi, dove crescono ancora rigogliosi gli ulivi che tanto amava.

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