Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza dei Signori

Arcigay Verona contro le Sentinelle in Piedi: "Il vostro vero problema è l'omosessualità"

Alla notizia della nuova manifestazione delle Sentinelle in Piedi a Verona, prevista per l'11 ottobre, l'Arcigay risponde con una nota stampa volta a "smascherare" le intenzioni del gruppo

L'11 ottobre 2015, in piazza dei Signori a Verona, si svolgerà nuovamente una manifestazione delle Sentinelle in Piedi. Alla veglia, replica l'Arcigay di Verona, che per voce del presidente Alex Cremonesi, con una nota stampa, commenta così:

Le “Sentinelle in piedi” scendono nuovamente in piazza a Verona. Inizialmente la loro protesta era rivolta verso la presunta minaccia alla libertà d’espressione di una legge però già esistente in Italia (la Legge Reale-Macino) che doveva essere solo estesa ad includere tra i reati a sfondo raziale e religioso previsti, anche quelli di carattere omo-bi-transfobico. La loro protesta è passata successivamente ad includere la recente riforma della scuola colpevole, secondo i manifestanti, di introdurrebbe il fantomatico “Gender”, spauracchio la cui minaccia non trova riscontri scientifici, che è stato recentemente smentito dallo stesso Ministro dell’Istruzione Giannini che ha parlato di “truffa culturale” in riferimento al continuo allarmismo e mistificazione verso l’educazione alla parità di genere a scuola come prevista dai principi della Convenzione di Istanbul, dal sottosegretario all’Istruzione Faraone, da vari ordini regionali degli Psicologi, dalla stessa Associazione Italiana di Psicologia e da vari operatori istituzionali e della scuola. Ignorando tutto ciò, le rivendicazioni delle sentinelle si aggiungono al bombardamento della campagna No-Gender veronese che vanta il record nazionale di 150 convegni nella provincia di Verona (Corriere di Brescia-15/07/2015) e prosegue con il bombardamento di messaggi terroristici tramite whatsapp e email inviati ossessivamente ad insegnanti, genitori ed alunni. Questa ciclopica e capillare campagna di disinformazione ha generato quella che ha evidenti caratteristiche psicotiche e che viene puntualmente cavalcata dal politico di turno per raccogliere un elettorato ormai completamente manipolabile.

Oggi le Sentinelle in Piedi aggiungono alla loro protesta anche il riconoscimento delle unioni civili il cui mancato adempimento ci è costato una condanna dall’Europa e vari solleciti al legislatore da parte della Corte costituzionale e della Cassazione per essere uno degli ultimi paesi in Europa a non riconoscere i minimi e fondamentali diritti alle coppie omosessuali e per non essere conformi né alla Costituzione Italiana né alle Carte Internazionali che costituiscono il diritto dello Stato Italiano. Le apocalittiche conseguenze denunciate da chi, come le sentinelle, si oppone alle unioni civili sono platealmente smentite dalla realtà di quei paesi dove il matrimonio egualitario è realtà da decenni. Risulta difficile crede che queste persone non abbiano mai attraversato i confini nazionali per visitare quei paesi la cui civiltà, non solo in termini di diritti civili, rimarca gli innumerevoli ritardi italiani. Dietro l’abuso della parola famiglia, la fantomatica difesa dei bambini, l’inesistente problema della maternità surrogata che non viene legalizzata dal DDL Cirinnà, abbiano i manifestanti il coraggio di dichiarare che la loro grande paura, come quella degli altri movimento anti-LGBT, è solo e solamente l’idea che l’omosessualità sia accettata come naturale, così come definita dall’organizzazione mondiale della sanità e da tutto il mondo scientifico ed accademico, e che i cittadini omosessuali italiani abbiano, come nel resto d’Europa e nel mondo occidentali, pari diritti e dignità agli occhi dello Stato e delle società. Ci eviterebbero così questo imbarazzante teatrino che mantengono dietro il loro silenzio di protesta e che in caso di confronto si scioglierebbe come neve per mostrarsi per quello che è: un’ossessione ed un’avversione innaturale e irrazionale verso la dignità e la parità dei cittadini omosessuali, dei loro amori, dei loro figli e delle loro famiglie.

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