"Mamma ti ho deluso", ha detto alla donna il ragazzo che si è sparato con il fucile del padre

Giunta sul posto non appena saputa la notizia, la madre si è sentita dire questa frase dal proprio figlio. Intanto lo studente non sarebbe più in pericolo di vita e ora inizia il suo percorso di recupero

È ancora scosso l'ambiente della scuola frequentata dal ragazzino che un paio di sere fa ha provato a togliersi la vita con la carabina del padre per aver preso un brutto voto a scuola. Tra incredulità e dispiacere, alunni e insegnanti vanno avanti, ma dimenticare in fretta la vicenda non è possibile. La buona notizia, circolata già ieri all'interno dell'istituto è che il giovane ora sta bene, per il sollievo di tutti. 
Sulle pagine de L'Arena, gli insegnanti allibiti mostrano tutto il loro sconcerto: "Proprio lui? Sembra impossibile, non aveva mai dato segnali di squilibrio, era un ragazzino aperto, comunicativo, per nulla introverso o isolato in classe". Ma la domanda che affligge maggiormente il personale della scuola è se si poteva o meno, ed eventualmente come, intercettare i segnali che annunciavano la tragedia. Come si legge sulla stampa locale, il dirigente scolastico ha deciso di richiamare l'attenzione proprio su questo punto: "Per questo ho indetto per il 16 aprile un collegio docenti straordinario, per confrontarci e provare a dare delle risposte. Quindi interverrà la psicologa del Punto ascolto sul bullismo e il disagio scolastico, Giuliana Guadagnini, che prima del rientro del ragazzo a scuola incontrerà privatamente lui e, separatamente, il resto della classe per preparare l'accoglienza".
A suscitare maggior stupore è forse il contesto in cui è maturato il gesto del ragazzo, fatto di normalità sia dal punto di vista familiare sia da quello delle amicizie. Questione sottolineata anche dalla stessa preside, che un paio di anni fa si trovò di fronte ad un caso analogo ma in un altra scuola: "Anche allora un ragazzino brillante che viveva in un contesto e un ambiente normale". 
Ragionando in termini di prevenzione, la dirigente scolastica ha chiesto agli insegnanti di motivare ulteriormente le insufficienze, sottolineando come queste non siano valutazioni fatte sulla persona ma solo sulla prova.  

Ma chi vive la situazione più difficile è senza dubbio la famiglia del ragazzo, attesa ora da un lungo periodo di recupero, soprattutto psicologico. La madre, sulle pagine de L'Arena, spiega che nei giorni precedenti, nessun segnale di presagio si era manifestato. Quello che in apparenza era un ragazzo tranquillo, viveva dentro sé un forte disagio per non essere riuscito recuperare alcuni debiti scolastici, con i genitori che cercavano di spingerlo a dare di più (come normalmente accade). "Appena ho saputo del fatto mi sono precipitata a casa, sono arrivata in meno di cinque minuti. Lui era cosciente, mi ha guardato e, piangendo, ha detto: 'Mamma, ti ho deluso'. Quando senti parole del genere non hai più pensieri al di fuori di lui: cerchi subito di rassicurarlo, con la disperazione nel cuore. E poi metti in discussione tutto", ha detto la donna. 

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