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(Foto web)

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Verona, Ciccolini non si dava pace. Ai funerali: "Ancora un fiore reciso"

Con 4 coltellate al cuore l'avvocato veronese di 44 anni ha deciso di ammazzare Lucia Bellucci, 31 anni. L'omicidio dopo una cena romantica in un ristorante in Trentino. I funerali si sono svolti a Pergola, mercoledì pomeriggio

"Ancora un fiore reciso". Così inizia una lunga invocazione affissa su un manifesto vicina alla cattedrale di Pergola, nell'Urbinate, dove si sono tenuti mercoledì, nel tardo pomeriggio, i funerali di Lucia Bellucci, uccisa a Pinzolo nella notte tra venerdì e sabato scorso e del cui omicidio è accusato il suo ex fidanzato, l'avvocato veronese Vittorio Ciccolini. "Si, benevola hai concesso fede ancora al di fuori di Te - si legge in un passaggio del manifesto firmato Cives - ma il principe del male ha tradito la Tua attesa e, armata, in agguato la vile mano assassina, ha voluto toglierci il Tuo giovane, etereo, intenso profumo. Maria Madre Nostra - è l'invocazione finale - ferma la seriale mano assassina. Non permettere mai più un altro venerdì di passione".

Le esequie dell'estetista di 31 anni si sono tenute nella Chiesa concattedrale. Il sindaco della cittadina, Francesco Baldelli, ha proclamato il lutto cittadino, invitando i negozianti ad abbassare le saracinesche delle loro attività commerciali. Baldelli ha annunciato martedì che i familiari della giovane donna, il padre Giuseppe, medico condotto, la mamma Maria Pia, il fratello gemello Carlo, medico veterinario, e la sorella maggiore Elisa, hanno manifestato la volontà di rilasciare alcune dichiarazioni alla stampa, ma l'incontro non è stato per il momento ancora fissato. I funerali saranno celebrati alle 18 dal parroco don Sesto Biondi. La salma di Lucia è partita intorno alle 12 da Verona, dove è stata eseguita l'autopsia, per raggiungere Pergola alle 16e30 circa. Quella di Lucia, ha voluto commentare Baldelli "è una tragedia che ha coinvolto tutta la comunità: ogni famiglia è venuta su questa strada perchè la chiesa è incapace di contenere tutto questo affetto verso Lucia e verso le donne. E' stato commesso un crimine verso Lucia e verso tutte le donne - ha replicato a chi gli chiedeva a cosa potesse essere imputato l'omicidio -: c'è un grave problema culturale in un Paese civilissimo come l'Italia e una mancanza di certezza della pena se il difensore" di Ciccolini ipotizza "una pena inferiore ai 14 anni".

La donna è stata uccisa con quattro coltellate all'addome, tre avrebbero raggiunto il cuore e una i polmoni, dall'ex fidanzato che non si rassegnava alla fine della loro storia. Così è finita la vita di Lucia, bella, solare, con un matrimonio alle spalle, "abituata a vedere sempre il lato positivo delle cose", racconta chi la conosceva. E forse per questo caduta nella trappola che le ha teso il suo ex, Ciccolini, fermato per omicidio. Lei, estetista originaria di Pergola (Pesaro Urbino), era arrivata qualche giorno fa in Trentino dove lunedì avrebbe dovuto iniziare a lavorare nel centro benessere di un albergo di Pinzolo.

Da una prima ricostruzione, i due si erano incontrati venerdì sera in un ristorante di Spiazzo Rendena, il "Mezzo Soldo", non lontano dal luogo la donna aveva preso alloggio in attesa iniziare il suo lavoro. Un incontro, pare, chiesto dall'uomo per tentare di ricucire un rapporto che ormai era finito da tempo. Fine per cui Ciccolini, penalista molto noto a Verona, elegante, sportivo, socio del circolo del tennis della "Verona bene", aveva sofferto, raccontano gli amici. Ma aveva anche tentato di forzare la mano a Lucia, tanto che la donna, in passato, si sarebbe lamentata dell'atteggiamento opprimente dell'uomo. Nessuno denuncia per stalking era stata presentata a suo danno, come in un primo momento era stato dichiarato. La cena nel ristorante "Mezzo Soldo" era stata preparata con cura dall'uomo, che aveva prenotato in anticipo un tavolo e per tutta la serata ha avuto, come ricorda il ristoratore, un atteggiamento affettuoso nei confronti della ragazza. La coppia, finita la cena, era stata vista uscire dal locale e salire su una Bmw Cabrio serie 1 grigia, di proprietà del legale veronese, la stessa descritta dai familiari della trentunenne ai carabinieri che dalle Marche hanno collaborato alle ricerche. Da quel venerdì sera, poi, più nulla. La donna non è più tornata a casa.

A dare l'allarme sulla scomparsa della giovane è stato il direttore dello Chalet del Brenta, titolare di un ristorante molto noto dei dintorni di Pergola, che conosceva bene Lucia. Dopo il ritrovamento dell'iPhone della donna ad Ala nei pressi della linea ferroviaria del Brennero, come se qualcuno l'avesse lanciato per disfarsene, le indagini hanno presto portato a Verona, la città dove l'avvocato Ciccolini risiede e lavora. Gli investigatori hanno individuato la Bmw dell'uomo, parcheggiata nel garage dell'abitazione della madre, nel quartiere Borgo Roma. Nell'auto, coperto da un telo, hanno trovato il corpo della giovane donna, che presentava due ferite al cuore procurate con un'arma da taglio. L'uomo avrebbe tentato di spostarlo nel bagagliaio, senza riuscirvi, e alla fine l'avrebbe lasciato sul sedile a fianco al suo, dopo aver viaggiato con la salma accanto per centinaia di chilometri.

LE COLTELLATE - L'ipotesi, infatti, è che la donna sia stata uccisa in Val Rendena. Le Forze dell'ordine hanno quindi individuato e bloccato Ciccolini. Sentito dal magistrato di turno, l'avvocato è stato trasferito a Trento, dove lunedì sera è stato interrogato nella caserma provinciale dei carabinieri. Pare che abbia lasciato alcuni messaggi nel suo studio legale con scritto "perdonatemi". Lucia è stata raggiunta da quattro coltellate al cuore. E' quanto risulta dall'autopsia eseguita oggi a Verona dal consulente tecnico del pubblico ministero. Il decesso dovrebbe essere stato presumibilmente provocato proprio dalle coltellate e non dallo strangolamento compiuto a mani nude. In base all'autopsia svolta martedì sulla salma della vittima, oltre ad essere stata individuata la causa della morte vale a dire una coltellata che ha raggiunto direttamente il cuore della giovane donna, sono stati riscontrati anche i segni di una morsicatura ad un polso. Segno questo, secondo gli inquirenti, della violenza e dell'impeto con il quale l'uomo si sarebbe avventato contro Lucia nel corso della colluttazione che l'ha portata al morte, con l'ex fidanzato che dapprima avrebbe tentato di strangolarla e poi le avrebbe assestato con un coltello quattro fendenti al petto.La perizia completa sarà comunque consegnata nei prossimi giorni alla Procura di Trento, titolare dell'inchiesta.

SOTTOVALUTATO IL PERICOLO - "Forse, come altre donne prima di lei, Lucia ha sottovalutato la pericolosità del suo ex fidanzato, non lo ha denunciato per tempo. Da ultimo ha accettato di incontrarlo a cena: una scelta che ha segnato la sua fine". Parla uno degli investigatori che dalle Marche ha collaborato alle indagini sulla scomparsa di Lucia. Con Ciccolini, in stato di fermo come indiziato di omicidio e occultamento di cadavere, la giovane estetista di Pergola aveva avuto una relazione che però si era interrotta, nonostante le insistenze di lui. A Pergola Lucia, 31 anni, figlia del medico di base del paese, il dottor Giuseppe, co-gestiva un centro di dimagrimento, il Beauty Box, ma da tre anni anni durante la stagione sciistica e in estate si trasferiva nel centro benessere dello Chalet del Brenta a Pinzolo.

NESSUN SOSPETTO - "Sapevamo che Vittorio aveva sofferto per la fine di quel rapporto, ma nessuno poteva immaginare quello che poi è successo". Anche i colleghi e gli amici del circolo tennistico di Verona sono sotto choc per la vicenda che vede l'avvocato Vittorio Ciccolini sospettato dell'uccisione della ex fidanzata, Lucia Bellucci, con la quale aveva cenato venerdì sera in Trentino. Campione italiano di tennis a squadre per avvocati, Ciccolini dopo avere difeso i colori dell'A.T. Villafranca, era tornato a giocare con l'Associazione Tennis Verona, prestigioso circolo, fondato nel 1929 e che in passato ha ospitato anche i campionati italiani assoluti e la Coppa Davis. E' il circolo tennis della 'Verona bene': "L'avvocato Ciccolini veniva molto spesso a giocare qui - racconta un socio -, però si vedeva che non era sereno. Quella storia finita lo tormentava. Era molto bravo, ma ultimamente giocava male perché non stava bene. Mi sembra che lei lo avesse lasciato ancora in dicembre, però lui non se ne faceva una ragione". Ciccolini è assistito per l'interrogatorio in Procura a Trento dai colleghi dello studio legale in cui lavorava come penalista, Guariente Guarienti e Fabio Porta.

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