Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Piazza delle Erbe

Si accende la lotta tra i locali "fracassoni" e il Comune: i gestori al contrattacco

I provvedimenti che hanno raggiunto Il Mazzanti, Le Piere e I Duchi hanno suscitato la reazione dei titolari: c'è chi cerca un accordo e chi intende impugnare l'ordinanza

La battaglia fra il Comune di Verona e i cosiddetti locali "fracassoni" rischia ora di spostarsi in tribunale. 

I provvedimenti dell'amministrazione Tosi, che vanno dallo zittire la musica fino all'imposizione della chiusura anticipata, hanno finora colpito tre locali del centro:  il Mazzanti di piazza Erbe, I Duchi di corso Porta Borsari e Le Piere di via Sant'Egidio, nel rione Carega. Il primo di questi si è visto recapitare l'avviso che ordinava di tenere la musica spenta per 28 giorni a partire dal 23 maggio.

"Dopo la terza segnalazione da parte dei vigili - afferma al quotidiano l'Arena Zeno Villardi, titolare del locale - che nel loro verbale hanno contestato musica oltre i limiti, è partito il procedimento, che però noi abbiamo impugnato con i nostri legali e che stiamo contestando. La rilevazione fatta dai vigili è infatti unilaterale, effettuata senza alcuna strumentazione tecnica per la misurazione dei decibel. Per questo noi stiamo cercando testimoni relativamente alle tre serate che ci sono state contestate per dimostrare che non si trattava affatto di musica a volume più alto del consentito. Il vero problema è che quando comincia la bella stagione, nel fine settimana, la piazza si riempie di gente a tal punto che intorno a mezzanotte qui diventa un vociare unico e forte, che capisco possa disturbare i residenti. La musica, in questi casi (tra l'altro i nostri amplificatori sono rivolti all'interno), non si sente quasi, tanta è la confusione data dal vociare umano". Villardi contesta inoltre il fatto che in piazza Erbe ci sono altri locali, con amplificatori più potenti, che sparano musica direttamente sul plateatico, ma che però non sono stati raggiunti da alcuna sanzione: "È la prima volta - prosegue Villardi - che il Mazzanti riceve questa contestazione e ci hanno inflitto il massimo della sanzione, cioè 28 giorni (si parte da 14). Siamo i primi a desiderare controlli nella piazza: nel fine settimana abbiamo un nostro servizio d'ordine che però, è ovvio, funziona per il bar, non per tutta la piazza. Se il sindaco vuole inviare l'esercito a noi va benissimo. Ma non c'entra con la musica".

Il titolare dei Duchi, Davide Mosele, tramite il suo avvocato Marco Pedretti fa sapere che per il momento è stato trovato un accordo tra il locale e le autorità, seppure solamente verbale: "Ci è arrivato un avviso di procedimento per chiusura anticipata, ho chiesto di vedere gli atti e la relazione del comandante Altamura parlava di disturbo nella via. Poi mi hanno avvertito solo in un secondo tempo che c'erano altre 27 relazioni della polizia municipale sulla base di uscite dovute a proteste di residenti: in tutte però si parla di confusione nella strada, movida e simili, ma niente è imputabile direttamente ai Duchi. Ho incontrato l'assessore Corsi ieri e siamo rimasti d'accordo che il locale può restare aperto fino alle 2, impegnandoci a predisporre un servizio di controllo nel fine settimana".

L'avvocato Maria Luisa Tezza invece prende le difese del locale situato in via Sant'Egidio, Le Piere: "Abbiamo ricevuto un avvio di procedimento per chiusura anticipata, ma non ci è stato fornito alcun documento né sui giorni né sulle motivazioni: ho chiesto di acquisire il materiale per poter rispondere. Il locale non ha mai ricevuto sanzioni né contestazioni: non capiamo perciò perchè dovrebbe essere colpito da questo provvedimento". 

Difficile stabilire a cosa porterà questa lotta fra gestori ed amministrazione comunale. Il centro storico, a causa della crisi economica, ha visto diverse attività chiudere i battenti, mentre alcuni provvedimenti limitavano, forse eccessivamente, la libertà dei gestori. Tutelare il riposo notturno dei cittadini è importante ma tra i giovani inizia a serpeggiare il malcontento: le luci della notte veronese si sono affievolite sempre più negli ultimi anni, fino quasi a scomparire e Verona si trasforma spesso in una città vuota. Difficile quindi il compito dell'amministrazione, che deve trovare la giusta strada per riuscire ad accontentare entrambe le parti: finora i residenti hanno avuto senza dubbio la meglio, ma ora i nottambuli vogliono rivendicare il proprio diritto a vivere la notte.

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