Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via Tezone

Misure preventive respinte per "Lolo" ma il patrimonio di 300 milioni resta congelato

I beni mobili e i terreni di proprietà della famiglia Montresor potranno tornare nelle loro mani solo quando scadrà il termine di notifica del provvedimento, consegnato ieri all'imputato dai militari

Il tribunale non ha rilevato prove a sostegno delle accuse contro Giovanni "Lolo" Montresor e quindi respinto le richieste del procuratore aggiunto Angela Barbaglio sia per la misura di prevenzione personale (la sorveglianza speciale) sia per quella di prevenzione patrimoniale (la confisca dei beni). Ma i trecento milioni di euro in beni mobili e terreni appartenenti alla famiglia ma finiti sotto sequestro il 7 novembre 2013, restano congelati e nelle mani di un amministratore. 
Quel patrimonio potrà infatti tornare nella mani di "Lolo" solo quando scadrà il termine di notifica del provvedimento, consegnato ieri all'imputato dai militari del Nucleo di polizia tributaria di Venezia, e solo nel caso in cui nessuna delle parti decida di impugnarlo. Se questa seconda ipotesi dovesse verificarsi, sarà la Corte d'Appello di Venezia a valutare se l'ingente patrimonio sia frutto di attività illecite.
La decisione presa dalla corte presieduta da Sandro Sperandio, si rifà alla sentenza di giugno, con la quale Montresor venne assolto dal Giudice Giorgio Piziali dall'accusa di aver presentato infedeli dichiarazioni al fisco.Procedimenti autonomi, come ha sottolineato il tribunale per le misure di prevenzione, ma in questo caso i fatti sintomatici della pericolosità sociale e che potevano "dimostrare la abituale dedizione alla commissione di delitti da cui traeva rilevanti profitti sono esattamente gli stessi fatti imputati al Montresor nel processo penale e dai quali è stato assolto con formula piena".

A questa sentenza di primo grado si è già appelleta il pm Beatrice Zanotti, ma il tribunale ha comunque tenuto conto del fatto che l'accertamento delle responsabilità di Montresor è stato "effettuato nel pieno contraddittorio tra le parti".
I presupposti della confisca sono stati esclusi dalla sentenza, che è così intervenuta prima che il procedimento di prevenzione si concludesse. Inoltre per la corte non ci sono prove dalla provenienza illecita del patrimonio.

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