Verona, licenziamenti al Catullo: lavoratori con cartelli al collo in Comune. "Altri 120 senza lavoro"

Consiglio straordinario a Palazzo Barbieri sulla situazione drammatica all'aeroporto. Mancano sindaco Tosi e vertici della società. L'assessore difende l'ingresso di Save: "Abbiamo le mani legate". Il Pd: "Lo scalo sta perdendo"

Non c’erano né il sindaco Flavio Tosi né i vertici del Catullo, dati “impegni presi in precedenza”. Si sono ritrovati a decine i lavoratori dell’aeroporto e della “Avio Handling Srl”, dalla seconda metà del pomeriggio, davanti al municipio di Verona per il Consiglio comunale. Coloro che si attendevano un colloquio pubblico con Tosi, che pure aveva incontrato i lavoratori più volte, sono rimasti delusi. Ad ascoltare le dure contestazioni dei sindacati e degli ex dipendenti dello scalo aeroportuale c’erano solo i consiglieri comunali e l’assessore alle Aziende partecipate, Enrico Toffali. L’azienda sta per mettere in mobilità 50 dipendenti della Catullo Spa, mentre i 75 della Avio (da due ani in Cassa integrazione) stanno per essere licenziati. Proprio sui licenziamenti si sono interrogati i sindacati Cisl, Cgil, Ugl, dato l’ingresso della società Save (che gestisce l’aeroporto di Venezia). I lavoratori si sono assiepati sul loggione con cartelli appesi al collo (“incapacità”, “famiglie”, “soldi pubblici”, “dignità”) e hanno assistito al dibattito in Consiglio. “Esprimo la vicinanza – ha detto Toffali – ai lavoratori che rischiano di venire licenziati. Purtroppo oggi, in questa stanza, manca chi di fatto vaglia le scelte e gestisce le strategie dell’aeroporto. Non è il caso di recriminare il passato, ma ci sono una settantina di persone che rischiano il licenziamento e altre 50 la mobilità. La newco Aerogest non è una scatola cinese ma il tentativo di salvare una situazione che si è creata in questi anni, una struttura che serve a preservare in mano pubblica un patrimonio della città. Il Comune aveva il 6% della Catullo e ora rappresenta il 9% in una realtà di soci pubblici che mantiene il 51% della proprietà. Ci sono aziende che devono essere mantenute in mano pubblica e l’aeroporto è una di queste. Nella carenza di risorse però la politica si trova con le mani legate. Come soci possiamo richiedere un’azione di responsabilità solo se sussistono i presupposti. Purtroppo in questo caso la politica non può individuare la strada ma sollecitare che venga individuata”.

Per il capogruppo Pd Michele Bertucco “vanno fatte le opportune distinzioni tra le parti politiche, oggi manca il sindaco Tosi e mancano i vertici aziendali dell’aeroporto che devono assumersi le proprie responsabilità. Dal 2008 al 2013 l’aeroporto Catullo ha avuto perdite per 60,2 milioni di euro e 7 anni di bilanci in perdita. La colpa è stata addossata ad Avio Handling sulla quale negli anni sono state caricate le passività, ma in realtà continuiamo a perdere passeggeri, passati da più di 4 milioni del 2008 ai due milioni e settecento mila di oggi. In questi anni sono stati chiesti ai soci aumenti di capitale sociale per 55 milioni di euro. Con la previsione di un piano industriale di 50 milioni di euro, che si sapeva non sarebbero stati coperti né dal pubblico né dalle banche, era chiaro che si sarebbero aperte le porte al socio privato o alla gara pubblica, che però è stata esclusa per non fare emergere la mala gestione dell’aeroporto”.

Per il consigliere di Civica per Verona Vittorio Di Dio “nell’esprimere la vicinanza ai lavoratori, la politica deve farsi carico della situazione e affrontare lo spinoso problema dei licenziamenti. Va subito richiesto il piano industriale. Non si può stare fermi, si deve sorvegliare il socio privato perché non vengano scaricati i problemi economici sui lavoratori e Verona non venga posta nelle condizioni di essere ininfluente o dimensionata a vantaggio di altre realtà. Il non presentarsi all’incontro da parte dell’azienda è un atteggiamento incomprensibile che va stigmatizzato”. Secondo Barbara Tosi invece “va stigmatizzata l’assenza dei rappresentati dell’aeroporto perché non si può evitare di dare risposte. È giusto parlare della gestione passata del Catullo ma è più importante essere operativi cercando delle soluzioni concrete per i lavoratori che rischiano perdere il posto. Chiediamo a sindaco e alla Giunta di trovare tutti gli ammortizzatori sociali possibili per i lavoratori”.

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