menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il vicesindaco di Verona, Vito Giacino (foto web)

Il vicesindaco di Verona, Vito Giacino (foto web)

Verona, lettera consegnata a Tosi: si dimette il vicesindaco Vito Giacino

Le motivazioni sarebbero legate all'indagine che lo coinvolge assieme alla moglie e nata dalla missiva anonima nella quale un "Corvo" aveva lanciato accuse su presunte consulenze professionali e lavori pubblici

Dai banchi della minoranza, soprattutto del Pd, alcuni avevano chiesto la sua "autosospensione" dagli incarichi comunali. Chiedevano inoltre chiarezza, sulle vicende che lo vedevano coinvolto nell'inchiesta giudiziaria su presunte consulenze affidate alla moglie per appalti pubblici. Ora, il vicesindaco Vito Giacino, anche assessore comunale all'Urbanistica, ha rassegnato le sue dimissioni. Un'altro terremoto che sconvolge Palazzo Barbieri, all'indomani delle indagini che riguardano Agec (i cui vertici dirigenziali sono stati azzerati dagli arresti della Finanza) e la presunta Parentopoli nelle municipalizzate. Ad annunciare la decisione di Giacino è stato lo stesso sindaco Flavio Tosi, che si è visto consegnare a mano una lettera dallo suo stesso vice. Le motivazioni sarebbero proprio legate al presunto scandalo che lo coinvolge assieme alla moglie.

L'indagine era nata dalla missiva anonima nella quale un "Corvo" aveva lanciato accuse su presunte consulenze professionali tra la moglie, l'avvocato Alessandra Lodi, e pratiche per concessioni di lavori pubblici. L'accusa formulata dalla Procura è quella di corruzione. Il 28 ottbre l'ufficio del vicesindaco, a Palazzo Barbieri, sede del municipio, era stato perquisito dalla polizia per l'acquisisione di documentazione. "Io non mi occupo di appalti pubblici, è un settore che mi è estraneo", aveva spiegato Giacino, che riguardo alle consulenze ha aggiunto: "Tutti sanno che le pratiche urbanistiche passano dagli uffici comunali, per i pareri e le concessioni, non dall'assessore, questo succedeva ai tempi della Prima Repubblica".

LA LETTERA -  "In questi giorni difficili - scrive Giacino nella lettera di dimissioni al sindaco Flavio Tosi - ho avuto la forza di andare avanti grazie al totale sostegno della mia famiglia, di tantissimi amici e fra tutti il tuo, ma ho continuato ad interrogarmi se le indagini non potessero danneggiare l'ente e l'autorevolezza del tuo ruolo".

"Ho inoltre percepito - rileva Giacino - che i quotidiani dubbi creati da un'esposizione mediatica oltre ogni misura avrebbero potuto gettare un'ombra sulla bontà delle scelte di questa amministrazione. Non ti nascondo che anche la sofferenza di mia moglie e dei miei familiari in questa vicenda mi hanno molto interrogato su come ridurre la loro esposizione mediatica". Poi Giacino, che aveva le deleghe alla pianificazione urbanistica, all'edilizia privata e all'edilizia economico popolare, comunica a Tosi la rinuncia all'incarico: "Per le ragioni che ti ho brevemente esposto con grande sofferenza ritengo, quindi, dato il nostro rapporto personale e politico, di rassegnarti le mie dimissioni irrevocabili così da impedire che in qualsiasi maniera possano essere adombrate insinuazioni sull'Ente e sull'operato della tua Amministrazione". "Ho atteso la giornata di oggi - conclude la lettera di Giacino - al fine di concludere l'importante delibera prevista in Consiglio comunale così da non venir meno al mio dovere fino all'ultimo".

REAZIONI - Le dimissioni “irrevocabili”, sono state consegnate, al termine del Consiglio comunale, giovedì sera e venerdì mattina sono state protocollate. “Già nei mesi scorsi, dopo l’uscita della lettera anonima recapitata ai Consiglieri comunali – commenta Tosi - ci eravamo confrontati sul da farsi, ma io stesso l’avevo incoraggiato a proseguire serenamente nel suo incarico, sia per l’amicizia personale che mi lega a Vito Giacino, sia per il fatto che il vicesindaco è stata la persona in assoluto più votata alle elezioni amministrative negli ultimi vent’anni, da quando è in vigore la legge sull’elezione diretta del sindaco.

"Dopo lo spiacevole episodio della perquisizione nei suoi uffici, Giacino mi aveva offerto le sue dimissioni, ma insieme abbiamo concordato che lui dovesse rimanere per portare a termine una delibera importante per l’amministrazione comunale quale quella della valorizzazione dell’area viale del Lavoro-viale dell’Industria, fondamentale sia per la tenuta dei conti del Comune, che per riuscire a realizzare opere pubbliche indispensabili alla città, che ormai, azzerati i trasferimenti dello Stato centrale, si possono fare solo con risorse straordinarie. Perciò come d’accordo, approvata la delibera, mercoledì sera, dal Consiglio comunale, il vicesindaco mi ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili, anche per poter più liberamente esercitare la sua difesa in questa situazione. Anche lui, come il sottoscritto, non vuole che l’amministrazione comunale abbia ricadute d’immagine negative. L’auspicio di tutti è che la vicenda si risolva positivamente. Nei prossimi giorni valuterò quindi come ridistribuire o riassegnare le deleghe che gli erano state conferite”.  

L'OPPOSIZIONE - "Con queste dimissioni inizia il tramonto di un'era amministrativa nella quale c'è stato un uso spregiudicato del potere. Per Tosi il tempo del capolinea si avvicina sempre di più". Il giudizio è del consigliere regionale del Pd, Franco Bonfante. "Prima o poi tutto viene a galla. Due anni e mezzo fa sollevai e segnalai non uno, ma decine di casi di assunzioni illegittime, legate alla parentopoli veronese. Il tutto con un paio di interpellanze alle quali la Giunta regionale deve ancora degnarsi di rispondere: un silenzio istituzionale grave, soprattutto alla luce di quanto continua ad emergere, dall'inchiesta su Agec fino a Giacino, che potrebbe aver compiuto la scelta di dimettersi per evitare misure cautelari". Bonfante sottolinea come "Giacino, prima di dimettersi, non ha peraltro rinunciato a portare a termine l'ultima operazione di una infelice serie, con opere pubbliche che non partono o interventi dubbiosi dal punto di vista della regolarità, come il traforo delle Torricelle. Fino alla mega costruzione di fronte alla Fiera di cui Giacino si vanta ma che rappresenta un danno per gli interessi della città. Il modello amministrativo di Tosi è dunque un flop clamoroso".

"La lettera di Giacino - spiega l'ex presidente Agec, Michele Croce, da tempo 'fustigatore' dell'amministrazione Tosi - rappresenta un autentico terremoto politico, un qualcosa da cui siamo certi non potranno che derivare le inevitabili scelte di responsabilità che tutta l’amministrazione è chiamata ad assumersi. E’ in ogni caso certo che a Verona tira un’aria nuova. E’ il vento del cambiamento".

LA LETTERA FIRMATA DELLE DIMISSIONI DI GIACINO AL SINDACO TOSI

LetteraGiacino-2

Verona, inchieste Agec e Giacino: in Comune emergono i nodi al pettine di Tosi

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento