Verona, lei rifiuta le avances sessuali e lui la accoltella davanti ai vicini: 59enne si becca tre anni

Violenza esplosa a febbraio in un appartamento di Borgo Roma. Lui, ex guardia giurata, stava ospitando la donna, 38 anni, in casa sua. L'avevano salvata i testimoni presenti. Potrà uscire di galera fra pochi giorni

È ancora tutto da chiarire la causa scatenante di quel violentissimo litigio finito a coltellate in un appartamento di Borgo Roma. L’accusa invece è chiarissima: tentato omicidio. Quello di un 59enne, ex guardia giurata, contro colei stava ospitando in casa da qualche settimana. Per la Procura e i carabinieri che avevano arrestato l’uomo dopo la terribile aggressione di febbraio, si trattava di un raptus di gelosia finito nel peggiore dei modi. Tutto legato alle presunte avances che si sarebbe visto rifiutare. L’aggressore invece ha sempre negato un coinvolgimento emotivo tra inquilini e aveva spiegato che si trattava di una lite condominiale sfociata in rabbia furiosa e poi nel sangue. Poco prima stava curando le erbe aromatiche in giardino con un coltello e per quello era salito nell’appartamento “armato”. Dopo essere stato ammanettato è stato rinchiuso nel carcere di Montorio. Potrà uscire a breve, se il giudice disponesse la conversione della pena in obbligo di firma. Sarebbe già stato raggiunto un accordo in questo senso tra pm e avvocati difensori. Intanto in aula il 59enne è stato condannato a tre anni e 2 mesi. Nella sua versione dei fatti, raccontata in sede di udienza di convalida dell’arresto, aveva già confessato di essersi adirato per le lamentele dei vicini circa il disturbo arrecato dalla donna di 39 anni che ospitava in casa, in via Benedetti, da circa due settimane. La violenza sarebbe scoppiata davanti agli occhi di altri vicini amici.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Verona, la donna era in compagnia quando era suonato il campanello. Dentro la stanza era comparso il 59enne che avrebbe subito cominciato ad inveire contro la malcapitata. All’improvviso si sarebbe “trovato in mano” il coltello di otto centimetri con cui poco prima aveva curato il giardino. E con quello avrebbe sferrato alcuni colpi. Avrebbe tentato di raggiungere il collo. Senza riuscirci, fortunatamente. La 39enne, che aveva già avuto problemi con la giustizia in passato, era riuscita a difendersi alzando le mani ed era stata medicata solo per alcuni tagli. A causa di un fendente, però, gli era stata diagnosticato il distaccamento di una falange. I carabinieri non avevano escluso che alla base del gesto ci fosse stato l'abuso di alcol e soprattutto un moto di gelosia. Quello che gli avrebbe fatto perdere qualsiasi contegno nell’affrontare la povera donna davanti a due amici, impietriti ma anche annebbiati dopo alcuni bicchieri di troppo. Lei avrebbe confessato che sarebbe stato il rifiuto di presunte avances sessuali a fargli scattare la rabbia. Dopo continui approcci del 59enne, andati a vuoto, aveva deciso di rivolgersi ad altri due uomini per trovare un posto in cui stare.

Sono stati loro a chiamare il 112. L’uomo, dopo l’aggressione, si era allontanato. Lo sono andati a prendere a casa, dove si era rifugiato e lo avevano ritrovato con mani e maglione ancora sporchi di sangue e in stato confusionale. Poi il trasferimento in carcere. Dal giudice ha ammesso più volte di aver colpito la sua ospite senza avere l’intenzione di ucciderla. Ma per il giudice, evidentemente, la volontà c’era eccome.

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