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Panorama di Brenzone, sul lago di Garda (Foto Gardaview)

Panorama di Brenzone, sul lago di Garda (Foto Gardaview)

Verona, Legambiente a Brenzone: "Nuova aggressione al territorio con porto turistico e funivia"

L'associazione ambientalista si scaglia contro il progetto di "valorizzazione e sviluppo delle attività turistiche": "Speculazione bella e buona: si distruggono boschi per i parcheggi. E ci guadagna solo il privato"

"Un imponente intervento che intende pretestuosamente risolvere inesistenti esigenze delle comunità locali, in realtà alimentato esclusivamente da un mercato speculativo che porterà con sè elevatissimi costi economici e ambientali, questi sì a carico dell'intera comunità". Con queste parole Legambiente Verona rigetta in toto il progetto di "valorizzazione e sviluppo delle attività turistiche di Brenzone", che il Comune sta portando avanti.

I DATI - Lorenzo Albi, presidente provinciale dell'associazione ambientalista, snocciola numeri e dati della più fiorente attività del versante veronese del Garda: il turismo. Il piano prevede la realizzazione di un impianto di risalita Castelletto-Prada, con relative stazioni di arrivo e partenza, parcheggi multipiano e a raso per 350 posti auto e 78 posti moto oltre a quelli per gli autobus, snodi e intersezioni con la strada regionale Gardesana, un porto a Brenzone per 200 imbarcazioni oltre a 40 ormeggi al largo, banchine in cemento armato, edifici di servizio (tra cui bar, ristoranti, scuola di vela) e "l'immancabile" parcheggio per 255 auto.

TURISMO - "Sembrerebbe - spiega Albi - per chi non conosce le dinamiche economiche e la pressione turistica del Garda, che sia indispensabile un tale progetto per rilanciare un'economia depressa per un area arretrata e sottosviluppata con una condizione giovanile da terzo mondo. Al contrario stiamo parlando di un comune rivierasco gardesano che, pur avendo poca disponibilità di suolo utilizzabile per condizioni morfologiche poco servibili, ha 400mila presenze turistiche all'anno (160 presenze per abitante), che provocano una perenne situazione di congestione stradale peraltro senza alcuna soluzione di continuità, ha abitazioni civili per oltre due terzi formate da seconde case oltre ad una rilevante capacità ricettiva con alberghi e campeggi che occupano buona parte della costa disponibile".

Tutto questo in un contesto che secondo Legambiente è "ad altissimo valore ambientale le cui potenzialità di produrre un turismo ecologico sarebbero straordinarie. Infatti la superficie comunale (3053 ha) per il 68,3% è occupata da boschi (2085 ha), di cui il 57,2% arricchiti da Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) che ne confermano un elevato valore aggiunto per la presenza di sistemi prioritari e endemismi unici, condizioni che, al contrario, vengono vissuti speculativamente come punti di debolezza".

FUNIVIA DA OSTACOLARE - Altrettanto incomprensibile, agli occhi dell'associazione e del suo presidente, appare il progetto sull'impianto di risalita, data la presenza, a pochi chilometri di distanza, di quello di Malcesine. Si tratterebbe di speculazione, secondo Albi: "A seguito di un accordo stipulato tra Comune di Brenzone, il privato (Technital che si sta occupando, tra l'altro, del traforo delle Torricelle) si assicura l'attuazione e la gestione degli impianti per 42 anni, comprendendo i primi quattro per la realizzazione dell'opera, garantendosi profitti sicuri derivati dalla tariffa e dalle opere compensative. Basta calibrare il tutto per garantire al concessionario un flusso di ricavi adeguato. E il beneficio pubblico? Nove addetti alla gestione e manutenzione degli impianti. Solo nove posti di lavoro previsti".

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